Messina, crollo in una palazzina: recuperato corpo sotto le macerie
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È stata estratta dalle macerie la terza vittima della palazzina crollata a Messina. Si tratta di Alessandra Frazzica, 21 anni, commessa nel bazar cinese che si trovava al primo piano dell'edificio. Il corpo è stato riconosciuto dai familiari. Le altre due vittime, di cui sono stati estratti i corpi, sono l'imprenditore Carmelo Leone e la sorella Rosa Leone. Si cercano ancora tre dispersi: sono il marito di Rosa, Santino Magazzù, l'altra sorella Sara Leone e il domestico cingalese Lhairu Warnakulasuriya. Tre gli indagati per il crollo, tra cui un parente delle prime due vittime.
La Procura della città dello Stretto ha notificato tre avvisi di garanzia con invito a comparire ipotizzando i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Tra gli indagati, c'è il commerciante che aveva preso in affitto dalla famiglia Leone l'intero piano terra dell'edificio per la realizzazione di una macelleria. L'imprenditore aveva commissionato i lavori di ristrutturazione dei locali a una ditta, il cui titolare è anch'esso indagato. In ultimo, sul registro è finito anche il nome di un parente delle prime due vittime, proprietarie dello stabile: stando agli atti, era il direttore dei lavori.
Nessuno tra i feriti in pericolo di vita - I tre feriti accertati, di cui uno in codice rosso, sono stati portati al Policlinico universitario Gaetano Martino di Messina, dove è scattato il piano di emergenza interno e dove sono stati richiamati medici da altri ospedali. Altri feriti sono stati portati in diversi ospedali della città, ma non sarebbero in pericolo di vita.
Sono ore difficili per la ricerca delle persone sommerse dalle macerie. L'attenzione è massima e i familiari dei dispersi invitano, con un appello sui social, a non contattarli telefonicamente. "Sono la figlia di Rosa Leone: mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche", è il messaggio di Clelia Magazzù.
Utilizzando i cellulari, i vigili del fuoco stanno provando a risalire alla posizione dei dispersi sotto le macerie. I familiari dei dispersi hanno dato ai soccorritori i numeri dei cellulari dei loro parenti per agevolare le ricerche nella speranza di poterli individuare, sentendo le suonerie anche tra le macerie dell'edificio crollato.
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A crollare è stato un edificio molto noto in città: una costruzione della fine degli anni Ottanta: quattro piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno. L'immobile era composto da un seminterrato destinato a magazzini, un piano terra affittato a una macelleria in fase di ristrutturazione; il primo piano era occupato da un grande negozio gestito da cinesi, mentre ai piani superiori c'erano gli appartamenti dei proprietari dell'edificio e una terrazza.
Troppo presto per avere certezze sulle cause del disastro su cui la Procura di Messina ha aperto un'indagine. Secondo quanto si apprende, il crollo sarebbe stato preceduto da un tremore: circostanza che escluderebbe l'esplosione. Più probabilmente si è trattato di un cedimento strutturale. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza quel che resta della palazzina e spento un principio di incendio scoppiato dopo il crollo, e continuano a scavare seguendo le indicazioni fornite dalle piantine del palazzo. A coadiuvarli Usar, cinofili, droni e unità Saf.
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Il procuratore di Messina Antonio D'Amato è tornato a visitare la zona del crollo dell'edificio e ha rilasciato alcune dichiarazioni: "In questo momento l'attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, compresa quella se fosse o meno in atto un'attività cantieristica per risolvere dei problemi, non sappiamo se strutturali, se di semplice intonaco. Ci stiamo occupando di assicurare l'acquisizione di tutti gli elementi di prova che serviranno per l'attività investigativa".