L'allarme è stato lanciato dall'autista di un Tir che ha assistito all'incidente: "Ho visto la vettura sbandare all'improvviso"
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Un'auto è uscita di strada dall'argine del Po ed è finita nel fiume a San Benedetto Po (Mantova). E' intervenuto il 118 anche con l'elisoccorso, oltre alla polizia. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato i corpi delle due persone a bordo dell'auto, una Panda bianca: si tratterebbe di una coppia di anziani, Marisa Aldrighi, 78 anni, e Rubens Grandi, 79 anni. L'allarme dato da un camionista. Forse un malore del conducente la causa dell'inabissamento dell'auto nel Po.
A lanciare l'allarme è stato l'autista di un Tir che stava passando quando è avvenuto l'incidente. Secondo quanto ha raccontato, l'automobile avrebbe sbandato improvvisamente finendo nel Po, oltre l'argine. Sono subito intervenuti i vigili del fuoco del comando di Mantova con squadre ordinarie e soccorsi acquatici e a supportarli è arrivato l'elicottero del reparto volo Emilia Romagna, con a bordo i sommozzatori Lombardia, arrivati da Milano via terra.
Le vittime sono Marisa Aldrighi, 78 anni, e Rubens Grandi, 79 anni. Grandi era socio dell'Associazione nazionale carabinieri di Revere. I due, entrambi vedovi, vivevano assieme. Le loro salme sono state restituite alle rispettive famiglie.
Con probabilità l'incidente si è verificato a causa di un malore del conducente dell'autovettura, non essendo state trovate tracce di frenate sull'asfalto, tra l'altro asciutto.
Dopo una lunga ricerca i sommozzatori individuavano l'autovettura adagiata sul fondale del fiume, con all'interno i corpi di due persone. Con difficoltà i sommozzatori sono riusciti a portare in superficie i due corpi, mentre l'autovettura verrà recuperata nei prossimi giorni.
A causa della fitta vegetazione presente sugli argini del grande fiume, è stato fatto alzare in volo un elicottero dei Vigili del Fuoco, per ispezionare la zona. Sono intervenute anche due squadre dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco che, grazie alla collaborazione di alcuni privati cittadini che mettevano a disposizione le loro piccole imbarcazioni, effettuavano una ricognizione e si immergevano nelle profonde acque del Po.