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Tangenti, appalti e corruzione elettorale a Legnano: arrestati il sindaco, il vice (Forza Italia) e un assessore

Lʼoperazione dei finanzieri è stata condotta nella città simbolo della Lega. In manette sono finiti Gianbattista Fratus, Chiara Lazzarini e Maurizio Cozzi. Indagate altre sette persone

La guardia di finanza ha arrestato il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus (Lega), nell'ambito di un'indagine su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale. In manette sono finiti anche l'assessore alle opere pubbliche, Chiara Lazzarini, e l'assessore al bilancio e vicesindaco del Comune di Legnano, Maurizio Cozzi (Forza Italia). Indagate anche altre sette persone. Il prefetto di Milano ha sospeso i tre arrestati dalla carica.

Il prefetto Renato Saccone, considerato il caso di necessità ed urgenza e per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato la viceprefetto Cristiana Cirelli commissario per la provvisoria gestione del Comune, con le funzioni del sindaco e della giunta.

La Lombardia tra corruzione e tangenti - Gli arrestati sono accusati anche di turbata libertà del procedimento di scelta. L'operazione, nella quale sono stati impiegati oltre 50 finanzieri, è stata condotta nella città simbolo del Carroccio pochi giorni dopo l'inchiesta della Dda che ha portato a diversi arresti, tra cui quelli di Pietro Tatarella e Fabio Altitonante. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati anche Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia, e Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia.

L'accusa al sindaco: incarico in cambio di voti - Un incarico presso una partecipata a Martina Guidi, figlia di Luciano, candidato escluso al primo turno, in cambio dell'appoggio elettorale al ballottaggio. Di questo è accusato Gianbattista Fratus. Secondo gli inquirenti, la promessa è stata mantenuta con un incarico presso la Aemme Linea Ambiente s.r.l.

Ragazza nominata dal sindaco: "Non ci capisco niente" - "Io non le capisco cioè poi ho provato a leggerle ma non mi è chiara la tempistica (...) ho sempre paura di dire delle cazzate". E' con queste parole che Martina Guidi esprimeva tutta la "consapevolezza della sua mancanza di esperienza" per quel posto. Lo si legge nell'ordinanza del gip di Busto Arsizio, Piera Bossi, parlando della "totale assenza di ragioni concrete a giustificazione della nomina di una neo laureata" del tutto priva "di quell'esperienza professionale necessaria". Inesperienza dimostrata in un'intercettazione tra la giovane e l'assessore Chiara Lazzarini, anche lei arrestata e che, secondo il gip, avrebbe "letteralmente" guidato Martina Guidi, che mostrava tutta la sua "ignoranza delle procedure concrete anche solo di redazione di un verbale di Cda".

Contestate tre nomine - Al centro dell'inchiesta della Gdf figurano tre posizioni dirigenziali pubbliche assegnate dagli indagati "a soggetti a loro graditi". In particolare vengono contestate una serie di "turbative nello svolgimento delle procedure selettive" per la selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, del direttore generale di Agma Legnano s.p.a e di un incarico professionale presso la partecipata Euro.pa Sevice s.r.l.

"Spregiudicate manipolazioni delle procedure" - La nomina di "soggetti e amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti" è avvenuta attraverso "spregiudicate manipolazioni di procedure", secondo quanto spiegato dal procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D'Amico.

"Pilotate le nomine principali" - Per il procuratore Nadia Calcaterra, le nomine principali delle società partecipate dal Comune di Legnano e le nomine stesse all'interno dell'amministrazione comunale "sono state pilotate da soggetti sotto indagine. Gli indagati avviavano selezioni personali, agganciavano i loro candidati, sostenevano dei colloqui e alla fine facevano in modo che i bandi venissero turbati in modo tale da ottenerne la nomina" nonostante "l'incompatibilità assoluta con l'incarico bandito".

A fine marzo la giunta Fratus era stata sfiduciata. Le dimissioni di massa dei consiglieri di minoranza e di alcuni dissidenti leghisti, tra cui Federica Farina e Antonio Guarnieri, aveva spinto il sindaco a nominare alcuni fedelissimi. Tra questi figura Chiara Lazzarini, coinvolta in vicende giudiziarie relative ad Amga Spa, la municipalizzata per la gestione dei rifiuti di cui era presidente. Situazione su cui deve ancora esprimersi la magistratura, in sede civile. In sede penale invece è già stata prescritta.

Il caso Lazzarini - La nomina della Lazzarini era stata subito contestata dalla minoranza, che il 19 marzo aveva presentato una mozione di sfiducia per "evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale". La mozione non era stata però approvata, con il Tar che ha inoltre respinto la richiesta di sospensiva urgente. La giunta Fratus era dunque tornata operativa, incassando il sostegno del segretario nazionale della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, e dei parlamentari Massimo Garavaglia, Fabio Boniardi e Fabrizio Cecchetti.

M5s alla Lega: "Cacciate il sindaco" - "Ci aspettiamo un gesto di responsabilità sul sindaco di Legnano ora agli arresti, da chi come noi ambisce al cambiamento: si allontanino questi soggetti per rispetto nei confronti degli italiani. Diano l'esempio che il M5s non ha mai esitato a consegnare ai cittadini". Così il M5s in un post sul blog delle Stelle dal titolo "cacciate il sindaco". "Non possiamo rimanere inermi - prosegue il post -, non è il momento di nascondere la testa sotto la sabbia o testimoniare fiducia a chi sta infangando nuovamente le istituzioni".

Di Maio: "La scelta è fra noi e nuova Tangentopoli" - Non si è fatto attendere il commento del leader M5s e vicepremier, Luigi Di Maio, il quale si è detto "molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni", che hanno "coinvolto sia la destra sia la sinistra". E ha sottolineato che "il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno". Il 26 maggio, dunque, per Di Maio "la scelta sarà tra noi e questa nuova Tangentopoli".

Bonafede: "In Italia c'è un'emergenza corruzione" - Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: "Non commento mai le indagini in corso, ho massimo rispetto per l'autonomia della magistratura che deve lavorare in pace ma rilevo che in Italia c'è un'emergenza corruzione".

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