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Bus dirottato, i pm: "Sy Ousseynou stia in carcere, potrebbe colpire ancora"

Il 47enne durante lʼinterrogatorio davanti al gip: "Ho sentito le voci dei bimbi in mare e ho agito. Volevo un impatto internazionale"

Ousseynou Sy, il 47enne che ha dirottato il bus che guidava con 51 bambini e tre adulti a bordo e poi gli ha dato fuoco, potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili. Per questo i pm milanesi nella richiesta di custodia in carcere hanno indicato il pericolo di reiterazione del reato di strage come esigenza cautelare. Per gli inquirenti fu lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme divamparono accidentalmente.

"Nessun pentimento" - La richiesta è stata inoltrata al gip Tommaso Perna, che ha interrogato il 47enne alla presenza anche dei pm. Secondo questi ultimi, Sy potrebbe compiere altre azioni dello stesso tenore "anche perché non ha mostrato finora alcun segno di pentimento".

Gesto premeditato - L'uomo ha anzi rivendicato il suo "gesto eclatante" come "segnale per l'Africa" e "contro le politiche sui migranti" portate avanti da Italia e Ue. Gli inquirenti sono convinti, inoltre, che l'uomo, che aveva già cosparso il bus col gasolio nelle fasi del dirottamento, abbia appiccato il fuoco prima che i carabinieri riuscissero a bloccarlo e mentre i primi bambini riuscivano a mettersi in salvo. Un elemento di conferma è la mano ustionata di Sy.

"Volevo un impatto internazionale" - E' emerso inoltre che il 47enne voleva fare "un'azione dimostrativa e avere un massimo impatto internazionale". Lo ha reso noto il suo legale, Davide Lacchini, spiegando che l'uomo, durante l'interrogatorio in carcere, ha mostrato davanti al gip "evidenti segni di squilibrio" facendo anche alcune "invocazioni".

"Ho sentito le voci dei bimbi in mare e ho agito" - Sy ha detto poi di aver agito dopo aver sentito "voci dei bambini che stavano morendo nel Mediterraneo" che gli avrebbero chiesto di fare "qualcosa di clamoroso affinché questo non accada più".

Il gip: "Non ho visto segni di squilibrio" - "Non mi è sembrato". Così ha risposto il gip di Milano Tommaso Perna ai cronisti che gli hanno chiesto se durante l'interrogatorio Ousseynou Sy abbia manifestato segni di squilibrio, come ha riferito il suo difensore. A chi gli ha chiesto se l'uomo era tranquillo, il giudice ha risposto "più o meno". La difesa, ovviamente, punta sulla perizia psichiatrica.

Proseguono le indagini - Gli investigatori stanno ancora lavorando per recuperare il video-manifesto con cui Sy aveva annunciato la sua azione ad alcuni suoi contatti italiani e senegalesi sul suo canale privato di YouTube, dove compare col nome di "Paul Sy". Agli inquirenti, infine, non risulta un precedente tentativo di dirottamento di un bus da parte dell'uomo qualche giorno prima dell'episodio di San Donato. E l'ex moglie dell'uomo, già sentita dai pm, non avrebbe saputo fornire indicazioni utili.

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