A "Quarto Grado"

Bimba morta di stenti a Milano, la madre Alessia Pifferi dal carcere: "Voglio una foto di mia figlia"

 Le telecamere di "Quarto Grado" alle conversazioni tra la donna e il suo avvocato

18 Nov 2022 - 23:55

Dal carcere Alessia Pifferi, la madre accusata a Milano della morte di stenti della figlia Diana di 18 mesi, ha chiamato il suo avvocato e per la prima volta le telecamere di "Quarto Grado" hanno registrato la telefonata. La donna ribadisce quanto scritto nel suo diario dal carcere in cui racconta il dolore provato per la scomparsa del padre e della nascita della piccola Diana. "Penso che le cose siano state dette della situazione difficile che sto passando", dice Pifferi al telefono. Parla di una situazione "dolorosa e straziante", causata - a suo dire - anche dai termini pesanti usati dalle persone.

La donna ha confermato al suo avvocato che, per fare fronte alla situazione, sta assumendo antidepressivi. "Non ho più voglia di reagire e di stare al mondo". Allo stesso tempo il percorso di psicoterapia va avanti; un percorso lungo, che, secondo l'avvocato, sarà funzionale alla donna per superare l'etichetta del "mostro". "Vorrei chiedere dov'è sepolta mia figlia e avere una sua foto", è l'appello di Alessia Pifferi al suo legale. 

Il diario di Alessia Pifferi dal carcere racconta la sua vita difficile, costellata di fallimenti e dolori. "Tra la separazione, la perdita del mio bambino, il lutto di papà e la mia chemioterapia, non fu facile riprendermi, eppure riuscii a rialzarmi grazie alle poche amiche che ho. Successivamente mi sono iscritta a un sito d'incontri e dopo alcuni appuntamenti andati male, ho conosciuto un uomo". Molte pagine del diario sono dedicate alla figlia Diana: "Con lei avevo un rapporto bellissimo, era la luce della mia vita, il mio tutto. Per me non è mai stata un intralcio, né un ostacolo nella mia vita - conclude la donna. - Quel mercoledì quando sono tornata a casa ho aperto la porta velocemente per mangiarmela di baci, invece l'ho trovata con gli occhi mezzi aperti, le mani e i piedi scuri".

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