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Spazzaneve cercati nel weekend, scorte di sale limitate e rotaie ghiacciate: ecco cosa è successo a Roma

Capitale nel caos per lʼondata di maltempo, polemiche sul piano gelo

Ancora una volta la neve ha mandato Roma in tilt. Le previsioni che avevano annunciato chiaramente l'arrivo dell'ondata di gelo dalla Siberia non sono bastate a evitare il caos e la Capitale si è trovata con spazzaneve inadeguati, strade sporche - con conseguente blocco nei depositi dei pochi bus previsti - e scorte di sale arrivate all'ultimo. La situazione più difficile nelle stazioni: a causa degli scambi ghiacciati, migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati sui treni e negli scali ferroviari per ore.

Gli spazzaneve last-minute - Secondo quanto denuncia il Messaggero, quando si è capito che la situazione sarebbe stata più complessa del previsto, il Campidoglio avrebbe dato il via a una ricerca di mercato per rafforzare la flotta di mezzi spazzaneve e spargisale. Il risultato? Trenta mezzi noleggiati da una ditta piemontese per 900mila euro: non tutti però sono giunti a Roma in tempo e, tra i trenta, pare ve ne fossero di più adatti alle nevicate in un comune in alta montagna rispetto ai pochi centimetri caduti nella Capitale.

Fermi nei depositi i pochi bus previsti - Sulle poche strade pulite la paralisi è stata inevitabile. Nonostante la messa in atto del piano neve, che ha ridotto da 1.400 a 650 i mezzi pubblici di superficie in servizio, molti dei bus previsti sono rimasti nei depositi tutta la mattina. Solo nel pomeriggio, grazie anche alla scorta di sale alimentata all'ultimo (quando ci si è resi conto che le 2mila tonnellate a disposizione non erano sufficienti), la situazione è giunta a regime.

Il traffico ferroviario in tilt - A collassare è stata la circolazione ferroviaria. Colpa, pare, delle centinaia di scambi congelati e non dotati del sistema di scioglimento automatico della neve. Solo a Termini, dove i binari sono 31, su 300 scambi, solo 100 hanno il dispositivo "anti-gelo". Per tutti gli altri è richiesto l'intervento manuale, ma la mancanza di personale ha bloccato tutto. Complessivamente Trenitalia ha soppresso il 20% dei treni a lunga percorrenza e il 70% di quelli del traffico regionale.

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