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La Consulta apre al suicidio assistito, i primi commenti a Tgcom24

Suicidio assistito, cosa cambia dopo la sentenza della Corte Costituzionale. I medici obiettori: "Per noi non cambia nulla" LʼAssociazione Luca Coscioni: "Da oggi siamo tutti più liberi"

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E adesso che succede, cosa cambia dopo la sentenza? E' la domanda che tutti si pongono all'indomani del verdetto della Consulta, che assolve Marco Cappato e apre al suicidio assistito. La domanda successiva, è quasi automatica: "Sarà più facile morire e lo si potrà fare, liberamente, anche in Italia? I primi ad attendere una risposta sono le circa 800 persone in attesa della cosiddetta "dolce morte" - fanno sapere dall'Associazione Luca Coscioni. Ma anche "dall'altra parte", non mancano domande altrettando importanti. I primi a porsele sono i medici cattolici e il quesito N.1 non è difficile immaginarlo: "Ma noi - si chiedono molti camici bianchi - potremo fare obiezione? Tanti interrogativi, poche risposte, anche in attesa di capire cosa farà adesso - finalmente - il Parlamento.


Intanto abbiamo girato la questione al Presidente dei Medici Cattolici di Milano Alberto Cozzi e al Segretario dell'Associazione "Luca Coscioni" Filomena Gallo. Il primo ha subito definito inaccettabile il pronunciamento dell'Alta Corte. La seconda si è detta commossa per quanto è accaduto e ha aggiunto: "Da oggi gli Italiani sono un po' più liberi, i medici rispettino la volontà dei loro pazienti"


Per i cattolici quanto sancito dalla Corte Costituzionale non deve andare a intaccare la coscienza del credente, perché per un medico obiettore non è mai possibile disporre, in sè e per sè, della vita di un paziente. "Il medico deve rispettare la volontà del malato - ribattono dall'Associazione Luca Coscioni - e l'ultima decisione spetta sempre e solo al paziente".

Adesso si attende il testo integrale della sentenza. Ma la vera attesa, forse, resta quella di una legge defintiva che manca da sempre.