I numeri

Istat, nel 2025 nascite ancora in calo: -3,9% dal 2024

Secondo il report, prosegue il calo della fecondità, comune a molti Paesi europei: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna

31 Mar 2026 - 10:58
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In Italia nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% sul 2024. I decessi sono 652mila, in calo dello 0,2%. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è ampiamente negativo: circa -296mila unità, peggiorato rispetto al 2024 quando risultò pari a -283mila. Inoltre, prosegue in Italia, così come in tanti altri Paesi europei, il calo della fecondità: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna. I numeri dell'ultimo report Istat sugli indicatori demografici 2025 fotografano, ancora una volta, una realtà sempre più preoccupante: in Italia non si fanno più figli. Andando più nello specifico: le coppie con figli costituiscono il 28,4% delle famiglie, quelle senza figli il 20,2%. Oggi oltre un terzo delle famiglie è formato da una sola persona (il 37,1%), mentre venti anni fa questa tipologia rappresentava appena un quarto delle famiglie (25,9%). Le famiglie composte da almeno un nucleo, in cui cioè è presente almeno una relazione di coppia o di tipo genitore-figlio, sono il 60,4%.

Il totale della popolazione resta stabile

 Nonostante un saldo naturale in negativo da tempo, al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943mila individui (dati provvisori), risultando stabile rispetto alla stessa data dell’anno precedente (-636 unità). Questo grazie a due fattori principali: le migrazioni dall'estero che si sono attestate a 440mila nel 2025 (in lieve calo, 12mila unità, rispetto al '24), e l’aspettativa di vita sempre più lunga. Non a caso, nel panorama europeo l’Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita: nel 2025 arriva a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. A ciò va aggiunto un terzo elemento: scendono sensibilmente le emigrazioni per l’estero. Nell'ultimo anno si sono infatti attestate a 144mila, ben 45mila in meno rispetto al 2024 (-23,7%). In questo quadro, il saldo migratorio con l’estero resta non solo molto positivo (+296mila) e tale da compensare pressoché integralmente il deficit dovuto alla dinamica naturale, ma cresce anche di 33mila unità sul 2024.

Fecondità più bassa al centro, regione peggiore la Sardegna

 Il numero medio di figli per donna nel 2024 si attestava a 1,18, mentre ora è in calo di 0,04 una differenza che solo in apparenza può sembrare minima. Il Centro Italia ha la fecondità più bassa (1,07 figli per donna a fronte dell'1,11 nel 2024), seguito dal Nord con 1,15 (da 1,19) e dal Mezzogiorno con 1,16 (da 1,20). A livello regionale, la fecondità più bassa si registra, anche nel 2025, in Sardegna che, per il sesto anno consecutivo, presenta una fecondità inferiore all’unità, pari a 0,85 e in diminuzione sul 2024 (0,91). Seguono Molise e Lazio, con un numero medio di figli per donna pari, rispettivamente, a 1,02 e 1,05. Al Trentino-Alto Adige spetta, ancora una volta, il primato di regione con la fecondità più elevata, con un numero medio di figli per donna di 1,40. Seguono, su livelli più bassi, Sicilia (1,23) e Campania (1,22). 

Prosegue la posticipazione delle nascite

 L’età media al parto sale da 32,6 a 32,7 anni, con un incremento omogeneo di un decimo di anno per tutte le ripartizioni geografiche. Il Centro si conferma l’area in cui i figli si fanno più tardi: 33,1 anni, mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l’età media al parto è pari, rispettivamente, a 32,8 anni e a 32,4 anni.

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