Grandinate e impianti fotovoltaici, il presidente di Italia Solare: "Resistenza garantita, ma i fenomeni eccezionali possono capitare"
Paolo Rocco Viscontini traccia lo stato di salute della transizione energetica sotto la minaccia della "grandine estrema"
di Fabio BerettaLe immagini dei tetti devastati dalle ultime tempeste di grandine che hanno colpito il nord Italia hanno riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle nostre case di fronte agli effetti degli eventi atmosferici più importanti. Tra le realtà più esposte figurano, inevitabilmente, gli impianti fotovoltaici. Sistemi che, paradossalmente, rappresentano proprio un antidoto a quel cambiamento climatico che pare essere così fuori controllo. Un problema non di poco conto se pensiamo che oggi, in Italia, sono presenti oltre 2.25 milioni di impianti fotovoltaici, di cui il 94% di carattere residenziale. Per capire quale sia il reale stato di salute della nostra transizione energetica sotto la minaccia della "grandine estrema", Tgcom24 ha intervistato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, associazione dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia.
Presidente, con l'arrivo dell'estate torna anche l'incubo delle tempeste tipiche di questa stagione, segnate sempre più da grandinate di notevoli portate. Gli impianti fotovoltaici come "rispondono" a questa situazione?
"Si, è tipico di questo periodo trovarsi ad affrontare il tema, in quanto i tradizionali temporali estivi portano inevitabilmente a situazioni in cui effettivamente si verificano danni ai pannelli degli impianti fotovoltaici. O comunque creano preoccupazioni negli utenti per quella che è la tenuta del proprio impianto. Premesso che, ahimè, questo problema dei temporali non è più solo estivo, il che apre delle riflessioni sul tema dei cambiamenti climatici, va comunque evidenziato che nella stragrande maggioranza dei casi i moduli fotovoltaici resistono, anche a grandinate importanti. Ma, del resto, ci sono dei limiti rispetto alle condizioni".
Ad esempio quali?
"Ogni modulo standard è costituito da un doppio vetro, ciascuno delle spessore di 1.6 millimetri, per un totale di 3.2 millimetri. Con questa conformazione i pannelli sono in grado di resistere a chicchi di grandine del diametro di 25 millimetri che precipitano a una velocità di circa 100km/h. Quindi parliamo già di casi di grandine piuttosto violenta. Certo è che quando il chicco diventa più grosso il vetro potrebbe rompersi. Perché questo on accada bisogna andare a cercare moduli più spessi, che possono arrivare fino a 4/4.5 millimetri di spessore, in grado di resistore a chicchi del diametro di 40/45 millimetri. In ogni caso ci sono delle certificazioni di aziende specifiche che eseguono i test di resistenza all'urto. Va anche detto anche che i pannelli orizzontali rischiano di più rispetto a quelli installati su coperture più inclinate".
Così come potrebbe incidere anche l'età dei pannelli?
"Sì. Gli impianti più datati presentato un modulo di vetro spesso complessivamente 2 millimetri, mentre con quelli più recenti, come dicevamo, raggiungiamo come minimo i 3.2 millimetri. Una bella differenza".
L'assicurazione diventa dunque fondamentale per ogni possessore di un impianto fotovoltaico.
"Esattamente. La resistenza dei prodotti è elevata, ma il rischio di rottura c'è e quindi è opportuno prevedere un'apposita assicurazione. Spesso è già compresa nell'assicurazione della casa, quindi attenzione a controllare l'effettiva copertura dei danni da grandine. Ma ci sono altri aspetti da verificare sempre a proposito delle coperture assicurative: il costo del modulo e il costo del lavoro (smontaggio e installazione dei nuovi moduli) che spesso è piuttosto elevato trattandosi di interventi in quota da effettuare rispettando tutte le norme di sicurezza. Ma c'è anche il costo dei danni indiretti, che può portare al rimborso delle somme perdute per la mancata erogazione dell'energia".
I cambiamenti climatici sempre più rapidi e violenti impongono riflessioni anche al mercato del fotovoltaico?
"Sicuramente sì. Come dicevo oggi ci sono case produttrici che a listino inseriscono già i moduli più spessi progettati per resistere alle grandinate più importanti. Però va detto che ci sono sempre dei limiti. Perché, anche recentemente, abbiamo visto chicchi grandi come palle da tennis e lì è oggettivamente difficile garantire una resistenza. Il vetro più spesso, ovviamente, riduce il rischio. E questo va fatto presente anche all'assicurazione, perché si può ottenere una riduzione del premio assicurativo o anche l'annullamento della franchigia".
Cosa si sente di raccomandare ai possessori degli impianti?
"Mi sento assolutamente di tranquillizzare gli italiani sulla resistenza degli impianti: mi è capitato di vedere, durante una stessa grandinata, parabrezza di camper sfondati e moduli fotovoltaici che rimanevano intatti. Dall'altra parte però occorre avere una maggiore consapevolezza del fatto che i fenomeni eccezionali possono capitare e quindi la rottura dei pannelli si può verificare".
