Speciale Il delitto di Garlasco
a "ore 11"

Garlasco, l'ex consulente di Stasi sui test del Dna sui pedali: "Bazooka che ci avrebbe permesso di salvare Alberto"

Il genetista Matteo Fabbri interviene, in diretta, a "Ore 11"

22 Ott 2026 - 14:24
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"Avremmo avuto in mano un bazooka che, con una pagina, ci avrebbe permesso di salvare Alberto ancora più velocemente". Così, in diretta a "Ore 11", il genetista Matteo Fabbri, ex consulente di Alberto Stasi, torna sul delitto di Garlasco e parla del risultato contraddittorio del test del Dna sui pedali della bici del ragazzo.

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Il primo accertamento risale al 19 settembre 2007. Il materiale biologico prelevato dai pedali della Umberto Dei di Stasi, un campione di 2,78 ng/ml, risulta compatibile con il Dna di Chiara Poggi. Un esito positivo, insomma, che sembra indicare una direzione precisa.

Il giorno dopo, però, la stessa porzione di campione racconta il contrario. Il 20 settembre 2007 un secondo test dà risultato negativo: non è il Dna di Chiara. Due risposte inconciliabili, a meno di ventiquattro ore di distanza, ma soltanto la prima è finita agli atti. Del secondo accertamento si è venuti a conoscenza solo qualche giorno fa, dopo 19 anni.

Da qui parte la contestazione del genetista, che mette in fila i termini della questione: "Non è possibile accettare che dei dati negativi non possano porre un problema a un dato positivo ottenuto a meno di 24 ore di distanza". E il punto, secondo lui, non è tecnico ma di metodo. Per farlo capire ricorre a un paragone pensato per chi non lavora in laboratorio: "Nessun collega, in qualsiasi parte del mondo, a fronte di due risultati opposti su un campione, può refertare alla propria azienda ospedaliera che il paziente ha un tumore".

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