Una parte del bottino è stata recuperata

L'ex capo di Fideuram truffato con WhatsApp e l'Intelligenza artificiale, spariti 36 milioni

Paolo Molesini ingannato dal messaggio di un falso Carlo Messina

25 Set 2026 - 10:23
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 © ansa

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L'ex presidente di Fideuram Paolo Molesini è stato vittima di una truffa per 36 milioni di euro innescata da un finto messaggio WhatsApp inviato da un truffatore spacciatosi per il numero uno di Intesa, Carlo Messina. La vicenda è riportata dal Corriere della Sera. Un meccanismo altamente ingegnoso con tanto di intelligenza artificiale usata per simulare la voce di un avvocato che la vittima conosce bene. E la truffa potrebbe essere stata ancora peggiore se Molesini o la Procura di Milano non avessero recuperato parte dei circa 95 milioni effettivamente usciti dalle casse dell'istituto.

L'ex capo di Fideuram vittima di una truffa

 La truffa internazionale risalirebbe a febbraio scorso quando Molesini, allora presidente di Fideuram (controllata di Intesa), avrebbe ricevuto - in realtà credette di ricevere - un messaggio WhatsApp da Carlo Messina, amministratore della capogruppo Banca Intesa. Nella comunicazione a Molesini sarebbe stata indicata l'urgenza di operare attraverso la tesoreria di Fideuram una serie di bonifici che Intesa non riuscirebbe a fare in proprio.  Alla base di tutto un'operazion finanziaria che interessa a Intesa.

La telefonata con l'Intelligenza artificiale

  A seguire la banda di truffatori avrebbe simulato un'altra coerente comunicazione all'allora presidente di Fideuram: stavolta il truffatore avrebbe telefonato a Molesini spacciandosi per Paolo Nastasi, un legale di un importante studio internazionale,(del tutto estraneo e ignaro). L'avvocato viene usato come intermediario dell'operazione caldeggiata dal finto Messina. Nastasi è un avvocato d'affari che Molesini conosce, e se la voce gli sembra proprio quella è perché i truffatori l'hanno replicata ad arte con strumenti di intelligenza artificiale.

I bonifici e l'allarme

 Così, spiega il Corriere, sarebbero partiti i bonifici, soprattutto verso Cina e Hong Kong. È a quel punto che però scatta l'allarme e Fideuram aziona i sistemi di collaborazione interbancaria internazionale che consentono il recupero di buona parte del bottino. All'appello mancano almeno 36 milioni, volatilizzati nella conversione in criptovalute che ora gli inquirenti cercano di rintracciare con rogatorie in mezzo mondo prima che i truffatori riescano a monetizzarle. 

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Altri volti noti vittime di truffe simili

  Non è la prima volta che volti noti della imprenditoria e della finanza finiscono nel mirino di truffatori. Nel 2025 capitò a Massimo Moratti. L'ex presidente dell'Inter nel febbraio scorso finì vittima di un raggiro gestito un'organizzazione criminale che, spacciandosi per il ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedeva a imprenditori e uomini d'affari soldi per pagare il riscatto di alcuni non ben specificati giornalisti rapiti in Medio Oriente. Moratti versò quasi un milione di euro, somma poi recuperata per intero su un conto olandese, grazie alle indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura.

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