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Po in secca, centrali idroelettriche: situazione sotto controllo | Coldiretti: "Perso l'89% dell'acqua piovana, subito invasi per l'agricoltura"

Presentato un progetto per raccogliere l'acqua, conservarla e distribuirla quando serve. Cingolani: "Centrali, con la siccità difficili i processi di raffreddamento". Verso un decreto per l'emergenza

Siccità, campi agricoli in grande sofferenza

E' allarme siccità per i livelli del Po in Italia.

Enel oggi, 21 giugno, era stata costretta a spegnere una centrale idroelettrica per le condizioni del fiume. Nel pomeriggio, però, i principiali operatori del settore hanno affermato che la situazione non desta particolari criticità e che

è tutto sotto controllo.

Le aziende hanno spiegato che si stanno rispettando le regole dell'Autorità di bacino sui deflussi minimi vitali e si stanno incrementando i rilasci d'acqua dagli invasi.

Enel spegne le turbine

- Enel Green Power Italia era stata costretta a spegnere le turbine della centrale idroelettrica di Isola Serafini di San Nazzaro (Monticelli), nel Piacentino, per via delle condizioni del Po che, per la siccità, si trovavano sotto di otto metri rispetto ai livelli normali. L'impianto, avevano spiegato i responsabili Enel al quotidiano "La Libertà", "ripartirà solo dopo il ripristino delle condizioni idrauliche sufficienti all'esercizio". 


 


Coldiretti: perso 89% acqua piovana, subito invasi contro la siccità

  - Con l'Italia che perde ogni anno l'89% dell'acqua piovana "serve subito una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l'acqua e distribuirla quando serve". Lo chiede la Coldiretti, che ha presentato un progetto immediatamente cantierabile per far fronte all'emergenza siccità, oggi così grave che le regioni stanno valutando la possibilità di ordinanze per razionare l'acqua al Nord, come il divieto di riempimento delle piscine e l'uso dell'acqua per i soli fabbisogni primari. "Accanto a misure immediate per garantire l'approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l'urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo", spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. 


 


Regioni: stato di emergenza e supporto protezione civile -

Intanto dalla Conferenza delle Regioni è emersa la volontà di tornare a chiedere lo stato di emergenza al governo per affrontare il problema della siccità nelle Regioni del Nord e avere così il supporto a livello nazionale della Protezione Civile.


 



 


Lettera a Draghi: "Subito lo stato d'emergenza"

- I rappresentanti degli agricoltori hanno di recente inviato una lettera al premier Mario Draghi chiedendo che "a fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati con l'intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico". 


 


L'Anbi chiede una cabina di regia

- Anche l'Anbi, l'Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, chiede al governo lo stato di calamità e una cabina di regia per monitorare i bacini idrografici in modo da "regolarizzare in tutti i bacini idrografici quelli che sono i rilasci da monte e ai prelievi a valle. Se tutto questo non viene fatto si creano conflitti sulla risorsa, sugli usi, tra i territori". 


 


Cingolani: manca acqua per raffreddare le centrali

- In una fase di difficoltà in cui "sembra che non ci facciamo mancare nulla, mancano solo gli alieni", il problema dell'acqua "non è scollegabile" da quello della politica energetica, anzi: "stanno chiudendo le centrali elettriche perché non c'è flusso di acqua per raffreddare". Lo ha rilevato il ministro della Transizione energetico Roberto Cingolani spiegando che per la siccità il governo pensa a un progetto "sull'accumulazione" e "ci sono una ventina di bacini di raccolta idrica" che si potrebbero sfruttare, tenendo presente che "un quarto delle precipitazioni annuali sarebbero sufficienti all'irrigazione dell'agricoltura in questi giorni". E "alcuni di questi bacini potrebbero essere messi anche in pompaggio". In ogni modo, questo concomitare di problemi su energia e acqua "è una cosa molto complicata da gestire". 


 



 


Centinaio: situazione drammatica per l'agricoltura, pensiamo a un decreto per aiutare le Regioni

- "La situazione è grave, drammatica per l'agricoltura, un po' meno per il nostro vivere quotidiano - ha detto il sottosegretario all'Agricoltura Gianmarco Centinaio -. Diciamo che il consiglio che stiamo dando è di utilizzare l'acqua senza sprecarla. Si sta pensando a un decreto, ci sono varie ipotesi sul tavolo per aiutare i settori e le Regioni che sono maggiormente in difficoltà. Dopo 70 anni anche la pianura padana rientra in questi territori in difficoltà, anche perché non ha nevicato quest'anno. Dato che i grandi fiumi come il Po non hanno la portata che hanno avuto finora c'è la risalita del mare, in questo momento quei terreni rischiano di diventare inutilizzabili perché, avanzando il mare, viene ad impattare anche sull'acqua dolce". 


 


 


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