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Dichiarato morto, ma ancora vivo: cosa è il fenomeno della morte apparente e come si manifesta

Si tratta di evento rarissimo durante il quale una persona perde coscienza e sensibilità generale, tra cui apparente cessazione dell'attività cardiaca

21 Lug 2026 - 19:27
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 © Afp

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Il piccolo Noah, un mese di vita, viene dichiarato morto dopo un arresto cardiorespiratorio. Il suo corpo trasmette segnali di vita in camera mortuaria, dove era arrivato sotto lo sguardo disperato dei genitori. Il caso è di questi giorni e si è verificato in un ospedale in Brasile. Il neonato rientra in una di quelle casistiche di morte apparente, cui si hanno le prime notizie dal XVIII secolo. 

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Cos'è la morte apparente

  La prova dello specchietto, che rivela la presenza di respirazione tramite condensazione del fiato su uno specchio posto appena sotto le narici, è negativa. La temperatura del corpo scende fino a 24 °C. Sono questi uno dei tanti segnali di morte apparente, un fenomeno rarissimo per il quale una persona viene creduta morta, ma in realtà è ancora viva. Il soggetto perde coscienza e sensibilità generale (tra cui immobilità del corpo, apparente cessazione dell'attività cardiaca e della respirazione). La morte apparente può avere diverse cause e dipendere da fattori diversi: letargia isterica, commozione cerebrale, sincope, assideramento e intossicazioni.

I casi nel mondo e anche in Italia

 Alcune persone hanno avuto la sfortuna di vivere questa terrificante esperienza. Il caso più eclatante è accaduto nel 1705 in Scozia, dove Marjorie McCall era morta a causa di una febbre di origine sconosciuta. Il suo funerale è avvenuto poche ore dopo, per il timore che la malattia fosse contagiosa e potesse propagarsi. Alla donna, però, non erano stati prelevati i gioielli che indossava al momento della morte e sepoltura. Il giorno dopo il funerale, due saccheggiatori di tombe che erano a conoscenza dell'anello prezioso di Marjorie aprirono la bara e trovarono la signora viva che urlava.

Qualche anno fa, in India, un uomo dichiarato morto dopo un incidente stradale è stato trovato vivo, ancora in grado di respirare ma in condizioni critiche, dopo aver trascorso una notte in una cella frigorifera dell'obitorio di un ospedale. Stesso incubo vissuto qualche settimana fa da un bambino di 3 anni dell'Arizona, negli Stati Uniti. Il piccolo è stato portato in un pronto soccorso e ritrovato vivo, mentre respirava all'interno della cella frigorifera dell'obitorio, quasi sei ore dopo. In Italia, un caso è avvenuto recentemente a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Un uomo di 78 anni, dopo aver subito due infarti e due arresti cardiaci, si è risvegliato dopo 30 minuti dalla dichiarazione del suo decesso e dalle manovre di rianimazione.