Studente accoltellato a Milano, il 19enne Alessandro Chiani ottiene la giustizia riparativa: cos'è e come funziona
A concederlo il gup, che ha tenuto presente della disponibilità del 22enne Davide Cavallo di incontrare il suo accoltellatore
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Ha avuto accesso alla giustizia riparativa Alessandro Chiani, il 19enne condannato a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina ai danni dello studente 22enne Davide Cavallo. Quest'ultimo, accerchiato da un branco di giovanissimi, venne accoltellato e lasciato a terra mezzo morto a Milano. La giustizia riparativa è stata richiesta dall'imputato tramite il suo legale ed è stato accettata dal gup dopo che Cavallo - che ha riportato una lesione permanente con seri rischi di invalidità - ha perdonato i suoi aggressori e si è reso disponibile a partecipare in prima persona al percorso.
Il legale: "Vuole diventare un ragazzo migliore"
"Non potendo tornare indietro cercherà, sperando di ottenere di essere perdonato, di diventare un ragazzo migliore confrontandosi con Davide. Ovviamente in questi mesi di detenzione il suo pensiero è sempre rivolto a Davide". Così l'avvocato Amedeo Rizza, nuovo legale di Alessandro Chiani, ha spiegato la scelta di chiedere la giustizia riparativa. "L'obiettivo di un percorso di giustizia riparativa è finalizzato a un reale recupero sociale. Alessandro Chiani ha preso sempre di più consapevolezza della gravità del gesto".
Cos'è e come funziona la giustizia riparativa
Dopo decenni in cui la giustizia italiana era retributiva - "se commetti un reato, lo Stato ti punisce" - la riforma Cartabia del 2022 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico la disciplina della giustizia riparativa. Si tratta di un percorso parallelo e complementare alla pena tramite cui la vittima, la persona condannata e altri membri della comunità partecipano alla "risoluzione delle questioni derivanti dal reato" con l'aiuto di un mediatore.
L'accordo riparatore e l'impatto sulla pena
È possibile accedervi su base volontaria - sia per la vittima che per l'autore del reato - ed è un percorso revocabile in qualunque momento. L'accesso in realtà non è riservato ai condannati, ma alle persone coinvolte in qualunque grado di giudizio e per qualunque reato. Se il percorso ha buon fine e termina con un accordo riparatore tra le parti, può avere un peso per il giudice in merito alla concessione di benefici in carcere ma anche a possibili sconti di pena o messa alla prova.
