Mario Roggero, Nordio avvia l'istruttoria per la grazia | Mattarella lo riceve e precisa: "Concederla spetta al Colle"
Il gioielliere è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Il centrodestra avvia una raccolta firme, il capo di Stato convoca Nordio
Poche ore dopo aver ufficializzato l'avvio dell'istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori fuori dalla sua attività, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un incontro che, spiega il Quirinale, è servito a "puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia". Una facoltà che, da Costituzione, è concessa "esclusivamente al presidente della Repubblica", si legge in una nota ufficiale.
La puntualizzazione di Mattarella e la citazione di Einaudi
Il capo dello Stato e il guardasigilli non hanno affrontato il merito della grazia al gioielliere piemontese, anche perché non sono ancora note le motivazioni della sentenza definitiva della Cassazione. Si sarebbe invece trattato di una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica così come definiti dalla Costituzione. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale, citata nella nota del Quirinale, è riconosciuta "espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda". Ma "in ogni caso l'iniziativa potrà essere assunta direttamente al presidente della Repubblica, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere".
Secondo quanto riporta l'Ansa, Mattarella avrebbe ricordato al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: "È dovere del presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
Matteo Salvini: "Per me quella non è giustizia"
Intanto nel centrodestra sono diverse le voci che si sono sollevate contro la condanna di Mario Roggero, chiedendo che al 72enne venga concessa la clemenza individuale. Tra i primi Matteo Salvini:"Conto che la giustizia sia giustizia con la 'g' maiuscola, non come quella che ieri ha mandato in galera un 72enne, che per una vita ha lavorato e che si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia da dei rapinatori", ha dichiarato. "Quindi, quella per me non è giustizia e conto che l'intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni, dopo essere stato aggredito e rapinato, non penso sia giusto".
Il Centrodestra avvia raccolta firme per la grazia
I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d'Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno iniziato la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al Ministero di Giustizia la grazia a Mario Roggero. "Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all'ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto" si legge in una nota congiunta. E la risposta, in effetti, è arrivata poco dopo: il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l'istruttoria finalizzata alla concessione della grazia, secondo quanto si apprende da via Arenula.
Il ministro Crosetto: "Per me non è giusto che sia in carcere"
"È stata applicata la legge? Probabilmente sì. È giusto? Per me no", ha scritto Crosetto su X. Secondo il ministro, la legge "non è e non può essere sventolata per giustificare l'impossibilità di un magistrato di analizzare i fatti nella loro totalità" e di tenere conto anche degli elementi non espressamente previsti dalle norme. "Ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare", ha aggiunto il ministro. "Penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa".
Tajani invoca il perdono della società - Posizione condivida dal ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani: "Aderisco alla proposta dei gruppi parlamentari di Forza Italia e degli altri partiti del centrodestra e del presidente della Regione Piemonte Cirio di chiedere la grazia per Mario Roggero", ha affermato. "È un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia. Credo quindi che meriti il perdono da parte della società", ha aggiunto Tajani. "Poi sarà ovviamente il presidente della Repubblica a decidere, ma ritengo sia giusto compiere questo passo", ha concluso.
