a "verissimo"

Crans-Montana, due sopravvissute: "Tornare a scuola è stato bellissimo, anche se riprendere la quotidianità non è semplice"

Sofia Donadio e Francesca Nota parlano a "Verissimo" della loro vita dopo il rogo

11 Ott 2026 - 18:38
 © Da video

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Sofia Donadio e Francesca Nota si raccontano a "Verissimo" e parlano della vita che hanno ripreso dopo il terribile rogo di Crans-Montana, da cui entrambe sono sopravvissute. Frequentano la stessa classe e sono migliori amiche, e il ritorno tra i banchi è stato il primo segnale di normalità: "Tornare a scuola è stato bellissimo".

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Per Sofia, la fuga da "Le Constellation" è finita con un collasso. Ha riportato ustioni sul 40 per cento del corpo e ricorda il risveglio dal coma come un pensiero fisso rivolto all'amica: "Mi sono svegliata chiedendo di Francesca. Non potevamo stare nella stessa stanza d'ospedale, ma tra di noi c'era una vetrata. Vedevo soltanto il suo nasino".

Il percorso di Francesca è stato ancora più lungo. Anche lei è svenuta mentre cercava di scappare dal locale, con ustioni sul 70 per cento del corpo: "Sono stata in coma circa un mese. Inizio a ricordare qualcosa dal 23 gennaio. Tra operazioni e medicazioni ho subito più di 50 interventi sotto sedazione". I primi passi sono arrivati a marzo, mentre per camminare di nuovo ha dovuto aspettare luglio. E quel momento è rimasto impresso anche a Sofia: "Quando l'ho vista per la prima volta in piedi mi stavo per mettere a piangere".

Dietro domanda diretta, le due ragazze commentano anche la bocciatura inflitta agli studenti svizzeri sopravvissuti all'incendio: una decisione che non condividono. "Secondo me è impensabile bocciare dei ragazzi per qualcosa che non è colpa loro", afferma Sofia. "Non è facile ritornare alla quotidianità che avevamo prima. Non è facile tornare a concentrarsi sullo studio. Bocciarli è un po' come una punizione".

Francesca rincara la dose, spostando il discorso su quello che quei mesi hanno insegnato a entrambe: "Oltre a essere una punizione, noi abbiamo imparato molto di più, siamo cresciuti e maturati più in questo periodo che a scuola".