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Covid, monitoraggio Iss: scendono l'incidenza e l'Rt | Brusaferro: primi segni di inversione del trend

In calo il numero dei posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva e in quelli ordinari


Arrivano buone notizie dal monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia di Covid. Scendono questa settimana i valori dell'incidenza dei casi per 100mila abitanti e dell'indice di trasmissibilità Rt: l'incidenza è infatti pari a 1.823 (rispetto al valore di 2011 della scorsa settimana) e l'Rt si abbassa a 0,97 (mentre la scorsa settimana era pari a 1,31). 

Brusaferro: lieve calo della curva contagi - "La curva dei contagi mostra una lieve decrescita e questo dato è attestato sia dall'incidenza sia dall'indice Rt che si sta attestando sotto la soglia epidemica e questa è un'indicazione positiva", lo dice il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un video di commento ai dati del monitoraggio settimanale. "Il quadro europeo mostra curve in generale di crescita epidemica mentre il nostro Paese, insieme a qualche altro, comincia a mostrare un'inversione di tendenza e questo è anche un altro segnale coerente con i dati che osserviamo. Resta comunque una elevata circolazione del virus in quasi tutte le regioni", ha aggiunto Brusaferro. "La variante Omicron è largamente predominante" anche se bisogna segnalare che "la variante Delta circola e questo deve porci comunque in una soglia di attenzione". ha detto ancora Brusaferro.

 

Incidenza più alta a Bolzano - I valori più alti dell'incidenza di casi di Covid su 100mila abitanti si registrano questa settimana nella Provincia autonoma di Bolzano (dove si raggiunge il valore di 3.258,5 casi per 100mila), seguita dall'Emilia Romagna (2.732,8) e dalle Marche (2.644,9).

 

In calo le ospedalizzazioni - Diminuisce il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva e in quelli ordinari. Questa settimana, l'occupazione delle terapie intensive a livello nazionale raggiunge infatti il 16,7% (contro il valore del 17,3% della scorsa settimana). L'occupazione a livello nazionale dei reparti ordinari raggiunge, invece, il valore del 30,4% (rispetto al 31,6% della settimana precedente).

 

Intensive più piene nelle Marche, in Friuli e a Trento - Il maggiore tasso di occupazione dei posti letto per Covid nelle terapie intensive si registra questa settimana nella Provincia autonoma di Trento (al 27,8%), nelle Marche (al 27,3%) e in Friuli Venezia Giulia (al 23,4%). I maggiori tassi di occupazione nei reparti ospedalieri ordinari si registrano, invece, in Valle d'Aosta (al 50,3%), in Liguria (al 39,3%), in Sicilia (al 38,1%) e in Calabria (al 38%). 

 

Le Regioni a rischio Alto scendono a quattro - Secondo i dati della Cabina di regia, scendono a sette a quattro le Regioni classificate a rischio Alto; nove Regioni risultano classificate a rischio Moderato (la scorsa settimana erano 11). Tra queste, tre Regioni sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Otto Regioni sono classificate a rischio basso.

 

Iss: ritardi delle Regioni nell'inserimento dei dati, non esclusa sottostima - L'Istituto superiore di sanità ha, però, sottolineato che "diverse Regioni e Province autonome hanno segnalato ritardi nell'inserimento dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati".

 

In calo i casi rilevati da sintomi - Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (652.401 vs 658.168 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (18% vs 15% la scorsa settimana). È in diminuzione, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 41%), mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 44%).

 

Il 95,8% dei campioni positivi è Omicron - In Italia il 17 gennaio la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata al 95,8%, con una variabilità regionale tra l'83,3% e il 100%, mentre la Delta era al 4,2% del campione esaminato (range: 0% -16,7%).

 

Ancora crescita del contagio tra il personale sanitario

Secondo l'Iss, inoltre, non si arresta la crescita di casi di Covid tra medici, infermieri e altri lavoratori della sanità. Negli ultimi 30 giorni sono stati 54.005 a fronte di 3.982.099 casi complessivi di infezione da Sars-Cov-2 registrati in Italia. I dati aggiornati al 20 gennaio riportavano 3.412.930 casi nella popolazione italiana nei 30 giorni precedenti e, di questi, 47.607 tra gli operatori sanitari. Quelli del 13 gennaio riportavano 2.432.925 casi nel Paese, di cui 34.446 tra lavoratori della Sanità.

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