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Covid, in Alto Adige salgono le vaccinazioni ma aumentano le zone rosse e la rabbia contro i no vax

Gli immunizzati, invece, vengono attaccati per strada. "Basta caccia alle streghe", dice il sindaco di Ortisei

In Alto Adige le vaccinazioni stanno aumentando in modo esponenziale. Il numero di dosi somministrate nell'ultima settimana è di 19.594, un aumento significativo rispetto alla precedente, quando ne erano state somministrate 13.046. In tutto, in Provincia i vaccinati sono il 69,8% della popolazione (un tasso tra i più bassi d'Italia). Nel frattempo, però, altri 16 Comuni diventano zona rossa, anche se per Roma la Provincia autonoma resta bianca. Lo prevede l'ultima ordinanza del governatore Arno Kompatscher. Questi Comuni si aggiungono ai 20 già interessati da norme più severe dal 24 novembre scorso. Intanto, come racconta La Repubblica, sale la rabbia degli immunizzati nei confronti dei non vaccinati.

Boom di vaccinazioni, ma più zone rosse - Sono "rossi" sempre più centri sciistici, come ormai quasi tutta la val Gardena, ma anche Fiè allo Sciliar, Ultimo, Senales. "Aumentare rapidamente il tasso di vaccinazione è il passo più importante da compiere per trascorrere un inverno quasi normale", hanno detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher, l'assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann e il direttore generale dell'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige Florian Zerzer in una videoconferenza alla presenza di tutti i sindaci altoatesini. Nel corso di questa settimana sono state somministrate 2.639 prime vaccinazioni, mentre un enorme aumento è stato registrato nel numero dei booster con 13.683 terze dosi somministrate.

 

Scontro tra vaccinati e no vax - Come racconta La Repubblica, lo scultore Reiner Bernardi è stato minacciato nella sua bottega a Ortisei: "Se entro Natale non riaprono il paese - si è sentito dire - ti vengo a cercare". "Ho fatto il Covid all'inizio - spiega al quotidiano il fratello Dieter Bernardi - il medico dice che il vaccino mi farebbe male. Vado avanti a tamponi: non posso essere criminalizzato perché chiudono la valle mentre apre la stagione dello sci". Ma non si tratta di un caso isolato. Nel paese della Val Gardena i negazionisti scoprono minacce anonime tra la posta.

 

 

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