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Ciro e Alessandro, arrestati per uno stupro che non hanno mai commesso

Una ragazzina con disturbi della personalità li aveva accusati di violenza. "Le Iene" sono andate a parlare con tutti e tre

Una storia che ha rovinato la vita a due ragazzi. Ciro e Alessandro, cugini, erano stati arrestati – uno finito in carcere, l’altro in una struttura di recupero – per le accuse di stupro, stalking, bullismo e violenze nei confronti di una ragazzina di 15 anni. Una storia completamente inventata da quest’ultima però. E dire che i carabinieri si erano presentati all’alba nelle case di entrambi: “Non dimenticherò mai mia madre che piange mentre mi stavano portando via” racconta Alessandro; Ciro invece scoppia a piangere ricordando quei momenti: “Loro non c’entravano niente, ero io a voler uscire con quella ragazza e invece hanno pagato tutti”.

Sì perché Ciro con la ragazzina ci era uscito e avevano deciso di frequentarsi, fino alla denuncia terribile: “Mi hanno violentata, ho buttato via le mutande perché erano sporche di sangue, aveva detto al suo amico: ora tocca a te”. Parole agghiaccianti quelle contenute nella denuncia sporta i Carabinieri, avvalorata anche da alcuni screen di messaggi che la ragazza aveva ricevuto sul telefono: “Hanno fatto bene a divertirsi con te, te lo meriti”. Ma da una successiva perizia informatica si è scoperto che quei messaggi sono arrivati sul telefono della ragazza mediante l’utilizzo di applicazioni che simulano una conversazione e che lei stessa aveva scaricato. Da qui le indagini sono ripartite e hanno scagionato i due, che però non potranno mai dimenticare: “Non la perdonerò mai, non sono un prete. Non me ne faccio nulla del perdono”.

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