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Chiusi 44 centri dʼaccoglienza nel Trevigiano, migranti finiscono in caserma

Con il diminuire del guadagno, le cooperative si sono dissolte e nessuno accoglie più queste persone. Il servizio di "Stasera Italia"

"Quando il guadagno è finito, è finita anche l'emergenza umanitaria e molte cooperative di sono ritirate". A parlare ai microfoni di "Stasera Italia" è il sindaco di Treviso Mario Conte, che illustra la situazione della città dopo l'emissione dei nuovi bandi per l'accoglienza basati sul decreto Salvini. La cifra è scesa a venti euro al giorno per migrante e la Caritas, assieme a molte altre cooperative, ha rinunciato a partecipare alle gare. Nel Trevigiano sono stati chiusi ben quarantaquattro centri.

Questo non ha però fermato il flusso migratorio. Ogni giorno arrivano fino a nove persone alla volta, che trovano ospitalità nella caserma "Silvio Serena". "Siamo fino a quindici persone nella stessa camera", è una delle testimonianze raccolte. "Così non va bene".

"Le cooperative trevigiane hanno deciso tutte di non partecipare ai bandi perché, di fatto, economicamente non ci stanno e non sono più in grado di" pagare gli operatori all'interno del settore" spiega Marta Casarin, Cooperative CGIL Treviso. "L'aspetto del guadagno non è secondario - ammette alla domande dell'inviato - ma in realtà l'accoglienza deve essere sostenibile".

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