La Procura di Parma ha impugnato una parte della sentenza sul caso dei neonati sepolti nel giardino di una casa a Traversetolo. I pm hanno presentato appello contro l'assoluzione di Chiara Petrolini dall'accusa di aver ucciso il primo figlio, partorito il 12 maggio 2023 e successivamente sepolto nel terreno dell'abitazione. In primo grado i giudici avevano ritenuto insufficienti gli elementi per dimostrare che quel bambino fosse nato vivo. Una conclusione che ora la Procura contesta, tornando a sostenere l'accusa di omicidio.
La condanna
Diverso l'esito del processo per il secondo figlio, nato il 7 agosto 2024. Per la sua morte Petrolini è stata riconosciuta colpevole di omicidio premeditato e condannata, lo scorso aprile, a 24 anni e tre mesi di reclusione. La Procura insiste inoltre perché venga riconosciuto il reato di soppressione di cadavere per entrambi i decessi. Per il secondo neonato, la sentenza di primo grado aveva invece lo aveva giudicato come occultamento di cadavere (reato meno grave).
