In corso il recupero

Trovato il corpo della zia uccisa dal nipote nel Veneziano

In corso il recupero da parte dei vigili del fuoco

16 Giu 2026 - 13:43
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I Vigili del fuoco hanno trovato il corpo di Chiara Guerra, 53 anni uccisa dal nipote, reo confesso. Il corpo dell'insegnante è stato rinvenuto ad alcuni chilometri di distanza dal luogo in cui il nipote aveva detto di averlo gettato. La corrente lo aveva trascinato ben oltre il canale Malgher, come si era supposto. Il ritrovamento da parte dei vigili del fuoco è avvenuto nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle, non lontano da una aviosuperficie. Sul posto, i carabinieri del Comando di Venezia e il medico legale Antonello Cirnelli, che avrà il compito di eseguire la prima ispezione esterna. Il corpo ripescato della 53enne è in condizioni integre: a segnalare il cadavere che galleggiava è stata la polizia locale, che ha allertato carabinieri e vigili del fuoco. Questi ultimi lo hanno trovato parzialmente dentro a un sacco, difficile da ispezionare: per questo verrà portato al laboratorio di medicina legale. Sono state notate varie ferite da taglio: il coltello usato per il delitto non è ancora stato trovato, ma il ragazzo ha confessato di averlo gettato in acqua assieme al cellulare della zia.

La ricerca è durata tre giorni

 I pompieri erano impegnati nel terzo giorno di ricerche del corpo della donna, docente presso le scuole medie cittadine. Questa mattina dalle 8.45 erano stati messi in campo droni ed elicotteri per il sorvolo e la perlustrazione dall'alto della zona di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, e i reparti Saf e dei sommozzatori per scandagliare il canale Malgher. Corso d'acqua battuto da quando il nipote 17enne della donna ha confessato agli investigatori di aver ucciso la parente e di aver gettato il suo corpo proprio nel canale. 

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La donna avrebbe tentato di difendersi

 Il giovane, secondo quanto riferito agli inquirenti, avrebbe colpito mortalmente la zia con un coltello e avrebbe poi trasportato con una carriola il cadavere della donna fino al canale, dove l'avrebbe appunto gettato. La donna avrebbe anche provato a difendersi: gli investigatori avrebbero infatti riscontrato dei graffi sulle braccia e sul volto del ragazzo, segni che sarebbero compatibili con un possibile tentativo di difesa della vittima durante l’aggressione. Il ragazzo avrebbe inoltre una mano fratturata.

Il movente dell'omicidio, che sarebbe avvenuto nella giornata di giovedì 12 giugno, sarebbe legato a dissidi familiari. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbero infatti tensioni familiari riconducibili a questioni ereditarie.

Un testimone: "In paese sembrava barcollare"

 Il nipote 17enne, sempre secondo quanto dichiarato da lui agli inquirenti, avrebbe attraversato il paese con il corpo nascosto nella carriola, sistemato in un sacco nero e coperto da un lenzuolo. Lo confermerebbe anche un residente della zona che avrebbe raccontato agli investigatori di aver notato quel ragazzo mentre procedeva con difficoltà. "Sembrava barcollare", le parole riferite dall'uomo agli inquirenti e riportate dal quotidiano La Repubblica. L'uomo avrebbe anche chiesto al ragazzo se avesse bisogno di aiuto ma il 17enne avrebbe risposto "Ce la faccio da solo". 

Il ragazzo, nelle ore successive all'omicidio, mentre cresceva l'allarme per la scomparsa della zia e venivano avviate le prime ricerche, si sarebbe finto sconvolto andando in giro per il paese chiedendo se qualcuno avesse visto la parente. A far svoltare le indagini successivamente è stato lo stesso nipote che, messo sotto torchio dagli inquirenti, ha confessato di averla uccisa.

Si cerca il telefonino della vittima

 Restano però da chiarire alcuni tasselli. Tra questi quello del telefono cellulare dell'insegnante che per tutta la giornata di venerdì sarebbe stato spento tranne pochi minuti intorno alle 22. L'ipotesi è che il nipote possa essersi liberato del cellulare dopo aver visto i tantissimi messaggi e le chiamate dei conoscenti della zia che, preoccupati, provavano a contattarla. Gli investigatori però non sono ancora riusciti a trovarlo. 

Dolore tra i colleghi e gli studenti

 Intanto a Stino di Livenza cresce lo sconforto per la scomparsa di Chiara Guerra, conosciuta e stimata da tutti. La 53enne era insegnante alla scuola media cittadina dove adesso c'è un insolito e pesante silenzio. I ragazzi, impegnati in questi giorni negli esami di Stato, affrontano la prova con una enorme sofferenza, come sottolineato dalla stessa preside dell'istituto che ha parlato della prof come di una "colonna" della scuola. Anche i ragazzi conservano un ricordo bellissimo della loro insegnante, descritta come "buona, sempre dolce e sorridente". 

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