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Piccole, comuni e apparentemente innocue, ma le batterie a bottone possono diventare un pericolo in pochi minuti. È l'allarme che arriva dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove nei primi sette mesi del 2026 sono già stati registrati 7 ricoveri per batterie rimaste bloccate nell'esofago, contro i 2 casi dell'intero 2025. E sei di questi sette episodi si sono concentrati in appena tre mesi, tra maggio e luglio.
Centinaia di bambini arrivati al pronto soccorso
Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio. Da gennaio 2025 a oggi, al pronto soccorso del Bambino Gesù sono arrivati circa 650 bambini dopo aver ingerito un corpo estraneo. Nella maggior parte dei casi non è stato necessario un intervento, perché l'oggetto è stato espulso spontaneamente. In 34 situazioni, però, è stata necessaria un'estrazione endoscopica. Tra tutti i corpi estranei ingeriti, le batterie a bottone rappresentano soltanto una parte degli episodi, ma hanno un peso particolarmente preoccupante: sono responsabili di circa un intervento urgente su tre.
Il pericolo nascosto negli oggetti di tutti i giorni
Il problema è anche la loro diffusione. Le batterie a bottone si trovano in moltissimi dispositivi che fanno parte della quotidianità: dai telecomandi alle chiavi elettroniche delle automobili, dagli orologi alle bilance, passando per termometri, calcolatrici, apparecchi acustici, giocattoli e decorazioni luminose. Proprio perché sono così piccole, possono attirare facilmente l'attenzione di un bambino. Il rischio aumenta quando una batteria si stacca da un dispositivo o quando il vano che la contiene può essere aperto senza difficoltà.
Cosa succede se una batteria resta nell'esofago
L'ingestione di una batteria a bottone non va considerata come una semplice ingestione di un piccolo oggetto. Se la batteria rimane bloccata nell’esofago, può provocare conseguenze cliniche importanti e richiedere un intervento urgente. Per questo la rapidità dell’intervento è fondamentale. Al Bambino Gesù la gestione di queste emergenze coinvolge diverse specialità mediche, proprio per affrontare le possibili complicazioni.
Un'équipe specializzata per le emergenze più complesse
L'ospedale pediatrico romano dispone di un'équipe multidisciplinare dedicata a questo tipo di emergenza. A intervenire possono essere endoscopisti digestivi pediatrici, specialisti dell’emergenza, cardiochirurghi, anestesisti-rianimatori, otorinolaringoiatri e radiologi, insieme al personale infermieristico appositamente formato. Una collaborazione necessaria nei casi in cui la batteria rimanga nell'esofago e possa provocare danni rilevanti.
La prevenzione parte da casa
Di fronte a un rischio tanto legato alla quotidianità, la prima arma resta la prevenzione. I vani delle batterie dovrebbero essere chiusi in modo sicuro, preferibilmente con una vite o con un sistema che richieda un attrezzo per essere aperto. Anche le batterie nuove e quelle già utilizzate devono essere conservate lontano dalla vista e dalla portata dei bambini. Quelle esaurite, inoltre, vanno eliminate rapidamente e non lasciate in cassetti o contenitori facilmente accessibili.
Attenzione anche alle case dei nonni e alle vacanze
La sicurezza, però, non riguarda soltanto la propria abitazione. Un bambino può entrare in contatto con una batteria durante una visita dai nonni, in una casa di villeggiatura o in qualsiasi altro ambiente che frequenta. Per questo la verifica dovrebbe essere fatta ovunque il bambino trascorra del tempo: basta un telecomando lasciato a portata di mano, un vecchio giocattolo o un dispositivo con il vano batteria non adeguatamente protetto per creare una situazione di pericolo.
