dettagli agghiaccianti

Aurora Livoli, Valdez accusato dell'omicidio ai pm: "Le ho stretto le mani al collo perché urlava"

Per fermarla il 57enne peruviano le avrebbe prima coperto la bocca e poi le avrebbe stretto le mani al collo mentre lei tentava di fuggire

09 Gen 2026 - 19:58
aurora livoli © Tgcom24

aurora livoli © Tgcom24

"La ragazza ha iniziato subito a urlare 'lasciami, lasciami'". È uno dei passaggi più drammatici del verbale dell'interrogatorio reso da Emilio Gabriel Valdez Velazco davanti ai pubblici ministeri e ai carabinieri. Il 57enne ha descritto così gli istanti dell'aggressione e dell'omicidio di Aurora Livoli, la 19enne trovata senza vita il 29 dicembre nel cortile di un palazzo di via Paruta, a Milano. Secondo la sua versione per fermarla avrebbe prima coperto la bocca della giovane e poi le avrebbe stretto le mani al collo mentre lei tentava di fuggire.

Nel verbale l'uomo parla di una vera e propria colluttazione. Avrebbe intimato più volte alla ragazza di stare zitta, minacciandola di continuare a stringerle il collo. "Tentava di andare via" ha messo a verbale, sostenendo che la violenza si sarebbe protratta per circa due ore all'interno del cortile, dove i due sarebbero entrati per caso. Una versione che gli inquirenti stanno confrontando con le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

L'altra aggressione e i precedenti

 Dallo stesso interrogatorio emerge anche un altro episodio avvenuto poche ore prima, sempre la sera del 28 dicembre. Il 57enne, irregolare sul territorio e con precedenti per violenza sessuale, ha raccontato l'aggressione a un’altra 19enne, riuscita a salvarsi. "Lei provava a liberarsi e io continuavo a trascinarla, tenendola stretta al collo" ha detto, riferendosi a quanto accaduto sulla banchina della stazione della metropolitana di Cimiano.

L'incontro con Aurora dopo droga e alcol

 Poco dopo quell'episodio, l'uomo ha dichiarato di aver assunto cocaina e bevuto birra in un parco vicino alla fermata della metro. Lì avrebbe incontrato Aurora Livoli, che secondo il suo racconto gli avrebbe chiesto una sigaretta. "Avevo dei soldi per andarle a comprare" avrebbe detto. Da quel momento avrebbero camminato insieme, un tragitto documentato dalle telecamere, fino all'ingresso nel cortile di via Paruta, dove sono iniziati gli abusi.

“Non so cosa mi sia passato per la mente"

 Alla domanda dei magistrati sul motivo dell'uccisione, la risposta è stata confusa e inquietante: "Perché la ragazza, spaventata, ha iniziato a urlare nuovamente… non so cosa mi sia passato per la mente". L'uomo ha anche sostenuto di essere tornato nel cortile solo per recuperare il cellulare dimenticato e di aver realizzato quanto accaduto solo il giorno dopo, vedendo la notizia in televisione.

Le indagini e l'ultimo saluto

 La Procura ha avanzato la richiesta di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato e violenza sessuale. Nei prossimi giorni è attesa una nuova ordinanza a carico del 57enne, già detenuto a San Vittore per una brutale tentata rapina avvenuta la stessa sera. Intanto, sabato 10 gennaio nella chiesa di San Giovanni Battista di Monte San Biagio, in provincia di Latina, familiari e amici daranno l'ultimo saluto ad Aurora Livoli.

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