Ritenuto il mandante dell'azione

Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato l'imprenditore Valter Lavitola: "Ha ideato l'azione e partecipato al sopralluogo"

È ritenuto il mandante dell'attentato davanti alla casa di Ranucci a ottobre 2025. Chiesto l'arresto dell'intermediario Gomes Tavares, latitante in Africa

10 Ago 2026 - 13:12
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L'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci dell'ottobre 2025 a Pomezia, vicino Roma. Lavitola è accusato di essere il mandante. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma nell'ambito dell'indagine della Procura - coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi - in cui si contesta anche il metodo mafioso. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo. La scelta delle manette è arrivata sulla scorta di un "impianto accusatorio solido e concorde", tramite l'analisi dei tabulati telefonici, del tracciamento dei veicoli e dall'esame forense dei cellulari degli indagati. Un'analisi che avrebbe fornito diversi elementi tali da "smentire i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi".

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Chiesto l'arresto anche per l'intermediario Tavares

 Il gip di Roma ha emesso un mandato di arresto, contestualmente alla misura cautelare per Lavitola, nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato dai pm di Roma di avere partecipato al progetto dell'attentato a Ranucci. L'uomo è attualmente latitante e si troverebbe in Africa. Secondo l'accusa, Gomes sarebbe stato l'intermediario tra Lavitola e la banda - composta da quattro persone, di origine campana - che materialmente ha compiuto l'azione dinamitarda.

Il ruolo di Lavitola: la mente dell'attentato e il primo sopralluogo

 Valter Lavitola, secondo quanto risulta dall'accusa formulata dalla procura, è accusato di "aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l'esplosivo e di compiere l'attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista". Lo stesso Lavitola, stando ai pm, avrebbe "partecipato personalmente" - e insieme a Gomes - al "primo sopralluogo esplorativo a Pomezia, il 15 settembre dello scorso anno". Sarebbe poi stato il cittadino camerunense a "reclutare e istruire gli esecutori materiali", appunto la banda di quattro persone, e ad aver "partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l'autovettura del suocero".

Legale di Ranucci: "Movente da chiarire, arresto non sia pretesto per attaccare Report"

 "L'arresto di Valter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell'attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione", queste le prime parole dell'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, dopo l'arresto del principale indagato. "Mentre per l'autorità giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta".

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