Sigfrido Ranucci: "Convinto dell'innocenza di Valter Lavitola, non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia"
All'imprenditore viene contestato il reato di strage. Sarà interrogato mercoledì 8 luglio in procura a Roma
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"È una notizia che mi ha lasciato un senso di stordimento. Con Valter abbiamo avuto un rapporto d'amicizia dopo che è stato oggetto di nostre inchieste, è stata anche una fonte importante per alcune inchieste di Report. Sono convinto, finché non vedo ovviamente le prove, della sua innocenza. Tuttavia, sono convinto che anche se dovessero emergere delle responsabilità, non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia". Così il giornalista Sigfrido Ranucci ha commentato l'indagine a carico dell'imprenditore Valter Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell'attentato al conduttore di Report avvenuto a Pomezia (Roma) nell'ottobre 2025.
Ranucci: "Mi affido completamente alla Procura di Roma"
"Mi affido completamente alle indagini della procura di Roma - aggiunge Ranucci - che ha svolto con il nucleo dei carabinieri di via In Selci; un nucleo investigativo, un'inchiesta molto rigorosa, anche dal punto di vista etico. Vedremo quali sono gli sviluppi". E infine: "Valter ha avuto sempre rapporti con i giornalisti, non dimentichiamocelo. È stato prima di tutto il direttore dell'Avanti e ha mantenuto rapporti con me e giornalisti anche molto più autorevoli di me, quindi vediamo dove porteranno queste indagini".
Le accuse
Martedì 30 giugno sono state eseguite quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini (Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone, Antonio Passariello) e una donna (Marika De Filippis, moglie di D'Avino), ritenuti esecutori materiali dell'attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
A Lavitola è contestato il reato di strage. Insieme all'imprenditore è stato indagato anche un camerunense di 47 anni, Gomes Clesio Tavares: secondo gli inquirenti avrebbe svolto funzioni di intermediario tra Lavitola e il gruppo di soggetti che poi ha materialmente posto in essere l'attentato a Sigfrido Ranucci. Il reato di strage aggravata in concorso è contestata non solo a Lavitola, ma anche a Passariello, D'Avino, Mutone, De Filippis e Clesio Tavares.
Le perquisizioni
L'interrogatorio di Lavitola è previsto mercoledì 8 luglio in procura a Roma. Nei giorni scorsi l'imprenditore è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati su disposizione degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia della Capitale. A Lavitola sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer, tablet, hard disk, documenti e qualsiasi traccia digitale utile alle indagini.
