© Da video | Gli anarchici e gli autonomi hanno lanciato pietre, bombe carta e hanno acceso anche fuochi pirotecnici
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Corso Regina Margherita, dove c'era la sede del centro sociale, è fitto di fumo. Almeno due contestatori sono stati portati via
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Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati da un gruppo di manifestanti verso la polizia che, in tenuta antisommossa e stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada, ha risposto con lacrimogeni. È quanto è accaduto sabato pomeriggio a Torino, dopo che una parte del corteo per Askatasuna è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale - sgomberato lo scorso 18 dicembre -, deviando dal percorso previsto. Sei i feriti, nessuno grave, sia tra i manifestanti sia tra le fila delle forze dell'ordine: tre sono stati condotti al presidio ospedaliero Cto e gli altri tre al Giovanni Bosco. La manifestazione è stata dispersa su più fronti: la parte del corso a ridosso dell'ex centro sociale Askatasuna è stata liberata dalle forze dell'ordine mentre i manifestanti si sono ricompattati in corso Regio Parco. Danni ingenti si registrano sulla strada, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme dei cassonetti. Sul posto c'è anche un'ambulanza. Una volta tornata la calma, in strada restano i segni degli scontri.
La situazione si è placata dopo oltre un'ora di scontri andati avanti tra un gruppo di manifestanti presenti al corteo per la riapertura di Askatasuna e le forze dell'ordine. Nel tardo pomeriggio di sabato, di fronte a lanci di oggetti, pietre e razzi contro la polizia dietro la struttura universitaria Campus Einaudi, le forze dell'ordine hanno effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Gli attivisti sono arretrati di qualche decina di metri per poi ricominciare.
In fiamme anche un mezzo blindato della polizia. Il lancio di pietre contro le forze dell'ordine è stato fittissimo. I manifestanti hanno portato nel centro del corso campane di raccolta dei rifiuti, sradicandole dal bordo della strada, così come carrelli della spesa. Almeno due contestatori sono stati portati via durante gli scontri. Una troupe di giornalisti è stata presa di mira, aggredita fisicamente, minacciata e costretta ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e veniva distrutta l'attrezzatura di lavoro.
Poche centinaia di attivisti, dotati di casco, alcuni anche di maschere antigas e di mascherine, armati anche tubi di metallo come mortai e scudi con il simbolo dell'Askatasuna per ripararsi dall'acqua degli idranti in dotazione alle forze dell'ordine, si sono avvicinati al cordone delle forze dell'ordine. La polizia ha risposto con numerosi lanci di pietre e petardi e molti lacrimogeni. Nel corso dello scontro su due fronti - uno su corso Regina, l'altro su via Sant'Ottavio -, sono andati a fuoco anche legna, bancali e cassonetti. I manifestanti si sono spostati anche nelle vie laterali, mentre i reparti delle forze dell'ordine sono avanzati. Le serrande dei negozi, tutti chiusi in zona, sono rimaste abbassate in corso San Maurizio, nel quartiere Vanchiglia, sede del centro sociale sgomberato. "Stop genocide Gaza" e "Usura!" sono le scritte, fatte con bombolette di vernice, che compaiono sulle vetrate della filiale di un istituto bancario del quartiere.
Durante il corteo autonomi e gruppi di anarchici erano rimasti fermi a lungo a volto coperto, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell'ordine. La polizia aveva iniziato ad avanzare verso questa piccola parte del corteo, con l'intento di farla arretrare. A questo punto, la gran parte delle 15mila persone che hanno sfilato nel pomeriggio di sabato a Torino per Askatasuna si era dispersa, dopo avere seguito il percorso prestabilito.