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Arrivano i nuovi distintivi della polizia con lʼaquila dorata: identità che accomuna passato e presente

"Simbolicamente avevamo bisogno di un segno dellʼappartenenza al corpo", ha spiegato Franco Gabrielli, il capo delle forze dellʼordine

Proprio nella giornata dell'anniversario della Polizia di Stato si è tenuta al Palazzo della Consulta la cerimonia ufficiale di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica di fronte alle più alte cariche istituzionali, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Simbolicamente avevamo bisogno di un segno dell'appartenenza al corpo", ha spiegato Franco Gabrielli, il capo della Polizia. D'ora in poi sulle divise di oltre 98mila poliziotti ci sarà un nuovo distintivo: l'aquila dorata. "Questo darà il senso dell'unitarietà della polizia" ha aggiunto il responsabile delle forze dell'ordine.

"Il tempo era maturo per fare questo ulteriore passaggio, che sottolinea il vero nocciolo valoriale della legge 121 del 1981 che ha ridisegnato la pubblica sicurezza", ha spiegato Gabrielli. Dopo la riforma di 30 anni fa, la Polizia è smilitarizzata, si è aperta alle donne, ha raggiunto una maggiore specializzazione con selezioni sempre più rigorose e ha anche cambiato i nomi dei gradi. È stata un'epocale conquista, insomma, che andava suggellata attraverso un segno visibile, quello dell'aquila, che ricordasse a tutti, appartenenti e non, il significato profondo della riforma. Questo nuovo simbolo, però, "non è una presa di distanza dalla militarietà" ha sottolineato il capo delle forze dell'ordine. È un'emblema che accomuna passato e presente ed esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà. 

Curiosità e simboli del nuovo distintivo - Disegnata dall'esperto di araldica Michele D'Andrea, l'aquila si presenta con le ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio. La testa è rivolta a sinistra ed è ornata dalla corona murata di cinque torri, e lo scudo sannito ha il monogramma RI in petto.

Compaiono, invece, per la prima volta: il plinto araldico, rappresentato da una barretta orizzontale di colore rosso che simboleggia la struttura portante di un edificio, per gli agenti e gli assistenti; il rombo dorato, che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall`esperienza, per i sovrintendenti; la formella, esempio di architettura gotico-rinascimentale e richiamo alla bellezza e all'eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese.

Così grazie a questo cambiamento, "dopo 38 anni - ha spiegato Gabrielli riferendosi alla riforma del 1981 - si riafferma nella forma e nella sostanza l'identità della Polizia di Stato, quale amministrazione civile ad ordinamento speciale, che ha sublimato i valori ai quali profondamente crede nel motto 'Sub lege libertas".

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