Alberto Ravagnani parla della scelta di lasciare il ministero sacerdotale: "Non so cosa farò, ma sono sereno"
Il 32enne di Busto Arsizio: "Avrò tempo e modo per spiegare. Sono molto consapevole di quello che sto facendo: ci ho pensato e mi sono confrontato tanto"
Alberto Ravagnani, conosciuto anche come "prete social" o "prete influencer", torna a parlare della sua decisione di lasciare il ministero sacerdotale con un video sui social, dopo che nei giorni scorsi una nota del Vicario generale dell'Arcidiocesi di Milano aveva comunicato la notizia. "Sono un prete e ho scelto di lasciare il ministero sacerdotale: le ragioni della mia scelta sono tante e complesse. E non è certo questo lo spazio migliore per parlarne", inizia a spiegare, sottolineando che sarebbe tornato sull'argomento in modo più ampio in un video su YouTube.
"Sono molto consapevole di quello che sto facendo"
"Ma comunque avrò tempo e modo per spiegare tutto", continua. "Sono molto consapevole di quello che sto facendo: ci ho pensato tanto e mi sono confrontato tanto", racconta il 32enne di Busto Arsizio, diventato un caso social durante il lockdown, per i video sui social con cui aveva intrattenuto il rapporto con i fedeli. "Certo, ora non so esattamente che cosa succederà, però sono sereno, perché continuerò a vivere la mia missione, a seguire la mia vocazione, a fare del bene. Non indosserò il colletto, non celebrerò la messa, ma il mio cuore sarà sempre lo stesso. Anzi, adesso forse persino più libero e più vero".
"Grazie di cuore per il vostro affetto"
Il giovane ha voluto ringraziare con una storia su Instagram i suoi 285mila follower, per la loro vicinanza in un momento così delicato: "Grazie di cuore per l'affetto che mi state dimostrando. Con calma leggerò i messaggi che mi avete inviato. Chi più, chi meno, siete parte di me. Insieme siamo parte di qualcosa di più grande. E lo sento tantissimo". E ha chiesto ai numerosi seguaci di avere pazienza, perché le spiegazioni arriveranno: "Vedo che tanti stanno esprimendo considerazioni sulla mia scelta. È giusto così. Io desidero condividere con voi quello che sta passando nel mio cuore e darvi delle doverose spiegazioni. Vi chiedo solo un po' di pazienza".
Il pensiero a "Fraternità"
Poi un pensiero al gruppo Fraternità di Milano, da lui voluto e fondato: "Ora il mio pensiero e le mie preghiere sono per i ragazzi di "Fraternità". Li conosco, li vedo, li amo. E soprattutto mi fido di loro. Fraternità crescerà. Troverà la sua strada. Continuerà a fare del bene". E aggiunge: "Quei ragazzi potranno sempre contare su di me. E io potrò sempre contare su di loro. Perché siamo Chiesa. Tra noi ci sarà una distanza, certo. Ma quello sarà lo spazio per una nuova e più grande libertà. Quella dei figli che diventano veramente quello che sono".
