Rimini, 15enne tentò il suicidio: arrestato per maltrattamenti il padre bengalese
Nei confronti della ragazzina gli inquirenti avrebbero accertato anche vessazioni che andavano avanti da tempo anche contro altri figli e la moglie
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Un 53enne di origine bengalese è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di maltrattamenti in famiglia dopo che la figlia 15enne aveva tentato il suicidio ingerendo dell'insetticida. Nei confronti della minore gli inquirenti avrebbero accertato anche vessazioni che andavano avanti da tempo anche contro altri figli e la moglie. Negli ultimi mesi, inoltre, l'uomo - già indagato in passato per lo stesso motivo - avrebbe iniziato le pratiche per il trasferimento della figlia in Bangladesh per un matrimonio combinato.
Violenze ripetute negli anni
Nei confronti dell'indagato, titolare di un negozio di kebab stagionale sulla riviera romagnola, diversi gli inquirenti hanno accertato diversi episodi di violenza iniziati in Bangladesh ai danni dei figli, fin dalla prima infanzia. Il 53enne, secondo le denunce dei familiari, avrebbe anche bastonato con il manico della scopa al petto il figlio di quattro anni, oltre a colpire all'addome la figlia, all'epoca 13enne, procurandole alcune lesioni interne. Violenze fisiche quando difendeva mamma e fratelli anche nei confronti del figlio appena maggiorenne, con una grave disabilità. Sarebbe stato proprio a causa dei reiterati maltrattamenti fisici e psicologici subiti, come schiaffi, pugni e la testa ripetutamente sbattuta contro il muro, che la ragazza lo scorso anno aveva tentato il suicidio ingerendo dell'insetticida, finendo poi d'urgenza in ospedale.
Le pratiche per il trasferimento in Bangladesh e il matrimonio combinato
Negli ultimi mesi inoltre, il 53enne, già indagato in passato per lo stesso motivo, aveva iniziato le pratiche per il trasferimento della figlia in Bangladesh per un matrimonio combinato. Solo grazie all'intervento delle forze dell'ordine che hanno collocato il nucleo familiare in struttura protetta si è potuto evitare il peggio. In un incontro con gli assistenti sociali, la moglie e i tre figli, hanno raccontato tutto chiedendo di non tornare più a casa. Ai carabinieri, la madre ha raccontato anche del tentativo di suicidio della figlia provocato infine da un grave episodio avvenuto durante una festa musulmana, quando il padre l'aveva percossa sbattendole la testa contro il muro perché era stata al parco.
