IL CASO DI PIETRACATELLA

Morte per la ricina, interrogato un addetto al ritiro rifiuti

La testimonianza è legata agli avanzi della cena del 23 dicembre 2025 che, come riferito da Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, furono gettati

27 Ott 2026 - 10:43
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Nuovo interrogatorio in questura a Campobasso nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto "giallo di Pietracatella" riguardante la morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne, Sara di Vita. Gli uomini della squadra mobile hanno sentito nella mattinata di martedì l'addetto al servizio di ritiro dei rifiuti urbani del paese molisano dove le vittime vivevano con la famiglia. La testimonianza è legata agli avanzi della cena del 23 dicembre 2025 che, come fu riferito nell'interrogatorio del 13 gennaio scorso da Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, furono gettati nella spazzatura. Si trattava in particolare di cozze portate via da un pranzo di lavoro avvenuto il 22 dicembre in un ristorante di Campobasso e consumate poi in casa la sera di quello stesso giorno o alla cena del giorno successivo. "Non posso dire con certezza quando le abbiamo mangiate in casa - disse allora Di Vita agli investigatori -, posso però affermare con certezza che gli eventuali residui sono stati buttati con i rifiuti umidi mercoledì 24 dicembre e, lo stesso giorno, sono stati smaltiti i rifiuti in plastica, quindi anche la vaschetta che conteneva le cozze".

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Berlino chiede e ottine una proroga: risultati a fine anno

 C'è una proroga di trenta giorni per gli esperti tedeschi al lavoro su reperti e alimenti prelevati nella casa di Pietracatella nell'ambito dell'inchiesta sul giallo dell'avvelenamento da ricina; un'altra proroga di un ulteriore mese potrebbe avvenire, inoltre, a fine novembre e dunque dal "Robert Koch Institute" non arriveranno notizie ufficiali prima della fine di dicembre. È quanto apprende l'Ansa dalla Procura di Larino. Le stesse fonti ricordano che le proroghe, dopo il primo periodo, sono sempre di trenta giorni ciascuna fino alla scadenza dei sei mesi dall'inizio delle operazioni di consulenza tecnica.

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