Carabinieri e Dda

Napoli, omicidio "per errore" ad Arzano e soldi da estorsioni: 17 arresti

14 Mag 2026 - 07:40
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I Carabinieri e la Dda arrestano 17 persone per aver avuto a che fare con l'omicidio "per errore" di Rosario Coppola ad Arzano e per i soldi delle estorsioni usati per pagare la mesata ai detenuti. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Per delega del procuratore distrettuale di Napoli i Carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa del Tribunale di Napoli a conferma da parte del Gip competente del decreto di fermo di indiziato di delitto della Direzione distrettuale antimafia (Dda), eseguito il 21 aprile scorso, nei confronti "di soggetti raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di associazione di tipo mafioso, estorsione continuata edaggravata, omicidio volontario, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo".

Il provvedimento cautelare - viene spiegato - trae origine dall'esecuzione di un fermo di indiziato di delitto eseguito il 21 aprile scorso a carico di 11 soggetti gravemente indiziati di appartenere a una associazione camorristica operativa nel territorio di Arzano e comuni limitrofi e dove, peraltro, venivano ricostruite le circostanze che il 4 febbraio avevano portato all'omicidio 'per errore' di Rosario Coppola.

In particolare nell'odierna misura cautelare il Gip competente oltre a confermare il quadro indiziario su 7 dei soggetti già colpiti dal fermo ha avvalorato i gravi indizi di colpevolezza a carico di ulteriori 10 indagati tra cui spiccano i vertici della consorteria criminale che, nonostante il regime di detenzione al quale erano sottoposti, continuavano ad impartire ordini ai sodali liberi sul territorio. In tale quadro le indagini hanno permesso di ipotizzare che la consorteria, grazie agli introiti economici garantiti dall'egemonia sulla gestione delle richieste estorsive sul territorio, abbia continuato a sostenere i detenuti attraverso il pagamento della cosidetta mesata.

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