Cinque persone fermate

Napoli, 20mila euro a un boss per uccidere la ex: femminicidio sventato in extremis

Il piano omicida, ormai pronto per essere messo in pratica, è stato scoperto grazie a una serie di intercettazioni 

29 Lug 2026 - 19:16
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Aveva offerto 20mila euro a un boss della mala per uccidere la ex. Un piano studiato in tutti i dettagli e ormai prossimo a essere eseguito, sventato in extremis dai carabinieri di Caserta e dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, che hanno fermato cinque persone. Tra loro il killer, Andrea Autiero, elemento di vertice di un gruppo malavitoso di Gricignano di Aversa (Caserta) legato al clan dei casalesi, e il mandante, il 44enne Vincenzo Russo.

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L'omicidio pianificato

 Dalle indagini dei militari, coordinate dai pm Simona Belluccio, Vincenzo Toscano e dal procuratore aggiunto Michele Del Prete, è emerso come il mafioso avesse già intascato 5mila euro come anticipo e che il "lavoro" si trovava in una fase avanzata: erano già state procurate le auto con le targhe clonate e i cellulari da usare per mettere a segno l'omicidio. Il mandante, con una delle altre persone sottoposte a fermo, aveva procurato e inviato al sicario foto e informazioni personali sulla donna che doveva essere sequestrata, condotta in un luogo appartato e infine fatta sparire dopo averla uccisa a coltellate.

Fermate cinque persone

 Non solo. Russo, già denunciato in passato per stalking e revenge porn, aveva messo anche a disposizione le chiavi di casa e dell'auto della donna.  L'omicidio, tuttavia, è stato sventato all'ultimo proprio grazie all'intervento delle forze dell'ordine, che ora contestano ai cinque malviventi coinvolti il reato di tentato omicidio pluriaggravato, anche dalle modalità mafiose. Per tutti il gip ha disposto la misura cautelare in carcere.

I precedenti del sicario

 Gli inquirenti contestano, inoltre, due atti intimidatori e la detenzione di due pistole che sarebbero state utilizzate lo scorso 30 aprile per sparare contro un'abitazione di un imprenditore. E, lo stesso giorno, anche contro un distributore di carburanti della famiglia del sindaco di Gricignano. Gli indagati, con in testa un casco, sarebbero entrati in azione in sella a moto di grossa cilindrata. Il primo cittadino si stava occupando, tra le altre cose, della riqualificazione di un bene confiscato alla camorra di cui era proprietario proprio Autiero che il comune aveva intenzione di inaugurare a giugno.

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