Morte a Campobasso, le analisi confermano: "Grave intossicazione da ricina" | Sequestrato il cellulare della figlia maggiore
Arrivata alla Procura di Larino la relazione del Maugeri di Pavia. Gli investigatori allargano le indagini all'istituto agrario di Riccia e ai negozi di prodotti agricoli. Ascoltati i compagni di classe di Sara
È arrivata alla Procura di Larino (Campobasso) la relazione del Maugeri di Pavia sul caso di Pietracatella. Nel documento, gli esperti del Centro antiveleni hanno confermato la "grave intossicazione da ricina" per le due vittime, Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, morte il 27 e 28 dicembre 2025.
Nella relazione tossicologica emerge la conferma della positività alla ricina "in concentrazioni compatibili con quadro di intossicazione acuta nei campioni ematici prelevati durante le autopsie". Si apprende inoltre da fonti qualificate che alla relazione sono allegati ulteriori documenti che saranno depositati in Procura insieme alla consulenza finale sulle autopsie.
Sequestrato il cellulare alla figlia maggiore
Gli investigatori hanno sequestrato il cellulare di Alice Di Vita, 19enne figlia e sorella maggiore di Antonella e Sara. Gli accertamenti irripetibili sono stati disposti dalla procura nell'ambito del fascicolo aperto contro cinque medici, indagati con l'ipotesi di omicidio colposo. "Un atto dovuto - ha specificato il procuratore di Campobasso, Nicola D'Angelo - necessario per garantire il diritto di difesa e la partecipazione dei soggetti coinvolti agli accertamenti tecnici non ripetibili".
Come ha rivelato Chi l'ha visto, gli accertamenti saranno effettuati martedì 28 aprile negli uffici della Polizia giudiziaria, dove saranno estratti i dati all'interno del telefonino: saranno presenti i legali della famiglia Di Vita e dei medici dell’ospedale di Campobasso indagati. I rilievi riguardano in particolare i dati degli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile. Ma il sequestro potrebbe fornire elementi utili anche per l'altra inchiesta: quella contro ignoti per omicidio premeditato sull’avvelenamento da ricina.
Saranno analizzate anche note e posizioni
La Procura chiede in particolare le chat tra Alice, i suoi genitori e sua sorella Sara: l'obiettivo è verificare i rapporti tra i familiari e le comunicazioni nelle ore prima dei decessi, per accertare eventuali responsabilità dei sanitari. E poi ancora chat, mail e conversazioni sui social con altri parenti e conoscenti.
Secondo il Corriere della Sera, saranno analizzate anche le note del telefono, in cui ci sarebbero appunti sui pasti della famiglia tra il 22 e il 25 dicembre. E saranno acquisite anche la cronologia della navigazione su Internet e le rilevazioni sulle posizioni del telefono. I risultati ottenuti dal laboratorio digitale saranno pronti, eccetto rinvii, entro 60 giorni.
Focus su un istituto agrario della zona
Gli investigatori della Squadra mobile procedono con le indagini, nella convinzione che la ricina sia stata trovata non lontano dal paese in provincia di Campobasso, dal momento che la pianta è autoctona anche in Molise. Nei giorni scorsi si sono concentrati sull’istituto agrario professionale di Riccia, a soli 17 chilometri da Pietracatella, frequentato da diverse persone del paese vicino, studenti ma anche adulti.
Secondo alcune indiscrezioni investigative, scrive Repubblica, gli accertamenti informatici hanno verificato che nei mesi precedenti all'avvelenamento di madre e figlia, dai pc dell'istituto sarebbero state fatte delle ricerche sulla ricina. Forse un indizio, anche se più probabilmente l'argomento può essere oggetto di studio in un istituto professionale agrario. Una scuola che non risulta avere nessun tipo di legame con la famiglia. Anche se gli investigatori sarebbero arrivati lì in seguito alle dichiarazioni di alcuni degli oltre 50 testimoni.
Le indagini si sono allargate anche a diversi negozi di prodotti per l'agricoltura, dai fertilizzanti agli strumenti usati per il lavoro nel settore, per capire se la tossina della ricina possa essere contenuta in qualcuno di questi.
Sentiti i compagni di classe di Sara
Negli uffici della Squadra mobile sono stati sentiti in audizione protetta, alla presenza di uno psicologo, le compagne e i compagni di classe di Sara, per chiedere se la ragazza avesse mai parlato di tensioni in famiglia e per verificare le dichiarazioni degli altri parenti, amici e colleghi di marito e moglie. Nelle prossime ore, invece, potrebbe tornare a essere sentito anche Gianni Di Vita.
