A Cremona

Gli ritirano la patente per guida in stato di ebbrezza: assolto perché "il suo corpo produce alcol"

Arriva a sentenza una vicenda iniziata con un incidente nel marzo 2022: esami alla mano, l'uomo è affetto da sindrome della fermentazione intestinale, una rarissima patologia.

04 Lug 2026 - 15:30
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Istockphoto

© Istockphoto

Nel marzo 2022 era finito in un fossato con la sua auto mentre tornava dal turno serale del lavoro. L'uomo, 55 anni e astemio, non aveva toccato una goccia di alcol quella sera. Eppure, gli esami avevano rilevato un tasso alcolemico superiore ai limiti, un livello di etanolo pari a 1,19 g/l. Accusato di guida in stato di ebbrezza, al 55enne fu ritirata la patente. A distanza di quattro anni ora l'automobilista è stato assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste", stando a quanto riporta il quotidiano La Provincia di Cremona. Durante il procedimento, si è giunti all'origine della vera causa del risultato dell'alcoltest: l'uomo è affetto da sindrome dell'autobrewery o sindrome della fermentazione intestinale, una rarissima patologia che porta alcuni microrganismi presenti nell'intestino a trasformare i carboidrati ingeriti in etanolo. Quella sera, ricostruisce La Provincia di Cremona, il 55enne aveva mangiato una pizza con il figlio. 

Google Preferred Site

I fatti

  La sera dell'8 marzo di quattro anni fa l'uomo era alla guida della sua auto quando ha incrociato due nutrie per strada. Con una manovra, il 55enne riesce a è riuscito a schivarne una, ma l'altra è finita sotto la ruota. L'uomo ha perso il controllo del mezzo ed è finito dentro un fosso. "Ha bloccato la ruota. Inoltre, a terra c'era anche della fanghiglia. Morale, sono finito dritto nel fosso con il muso della macchina. Ero incastrato, ero sveglio e terrorizzato. Ho cercato di spaccare il vetro davanti. Sono arrivati i vigili del fuoco, mi hanno tirato fuori", ha raccontato l'uomo al quotidiano. Il conducente era svenuto, si è risvegliato in ospedale.

Dagli esami del sangue è risultato che aveva bevuto. Una ventina di giorni dopo, un agente della polizia locale si è presentato a casa per ritirargli la patente. L'uomo si è opposto, sostenendo di non essere né un alcolista né un consumatore abituale di alcol. Così gli è stata sospesa la patente per 6 mesi più altri 3. All'epoca lavorava la notte e l'auto era l'unico mezzo per raggiungere il luogo di lavoro. E per questo motivo ha perso l'impiego.

Il test per riscontrare la patologia

  Da quel giorno è stato necessario affrontare un lungo iter diagnostico che ha impedito di presentare ricorso nei termini previsti. Gli accertamenti sono stati eseguiti all'ospedale di Cremona, sotto la guida del San Raffaele di Milano. Il 55enne ha dovuto ingerire una soluzione ricca di carboidrati, pari a due forchettate di pasta. In questo modo, il 24 maggio 2022 è stata riscontrato una sospetta sindrome da fermentazione intestinale. "L'indagine clinica mi è costata 1.200 euro", ha raccontato a La Provincia di Cremona. Il procedimento giudiziario però è proseguito. La difesa dell'uomo ha sostenuto durante il processo che il reato previsto dall'articolo 186 del Codice della strada presuppone la guida in stato di ebbrezza conseguente all'assunzione di bevande alcoliche, circostanza che non si era verificata per l'uomo. 

La patologia

 Nel fascicolo, il legale aveva diverse pubblicazioni sulla sindrome da "auto-birrificazione", descritta per la prima volta nel 1952 in Giappone. La patologia compare quando alcuni particolari microrganismi, in grado di fermentare l'alcol dai carboidrati, riescono a imporsi sulla flora intestinale sana. L'insorgenza di questa sindrome viene favorita da condizioni come diabete, malattie epatiche, disturbi della motilità intestinale e patologie infiammatorie dell'intestino.

Ti potrebbe interessare

videovideo