SONO MINUTI DI SPERANZA

Bimbo trapiantato, la madre Patrizia convocata all'ospedale Monaldi: "Possibile nuovo cuore, è compatibile"

L'avvocato della famiglia: "Siamo in attesa di sapere se verrà assegnato al piccolo"

17 Feb 2026 - 22:59
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Patrizia Mercolino, madre del bambino ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito, è stata convocata d'urgenza dalla direzione sanitaria della struttura partenopea, dove il piccolo è ricoverato. C'è infatti un nuovo cuore disponibile, ma si saprà "se verrà assegnato al piccolo. Ci sono altri tre centri in attesa. Il cuore è compatibile, hanno già valutato. È ovvio che si deve procedere subito", ha detto l'avvocato della famiglia Francesco Petruzzi a È sempre Cartabianca su Rete4. In caso positivo, ha spiegato, l'intervento sarà effettuato immediatamente appena l'organo arriverà.

La telefonata con il premier Giorgia Meloni

 Nelle scorse ore, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva telefonato a Patrizia Mercolino per esprimere la vicinanza delle istituzioni. "Avrete giustizia", ha detto la premier, che ha ribadito come si stia facendo "tutto il possibile, per quanto di competenza" affinché si possa mantenere viva la speranza per il piccolo. Mercolino ha quindi ringraziato il premier, sottolineando che la sua priorità è "avere un cuore nuovo" per il figlio e "vederlo tornare a casa guarito".

Le indagini

 Nel precedente trapianto non andato a buon fine, il cuore fu trasportato a bordo di un contenitore di vecchio tipo, malgrado il Monaldi disponga dei box tecnologici che controllano la temperatura: è questo perché, emerge dalle indagini, il personale non era adeguatamente formato per l'uso dello strumento più moderno. Si è così optato per utilizzare il contenitore più vecchio, un box simile a quelli che vengono usati per tenere le bibite fresche, che è però considerato fuori dalle linee guida acquisite dalla Procura di Napoli. Sulla vicenda sono al lavoro anche gli ispettori del ministero della Salute, attesi al Monaldi nelle prossime ore.

Come sta il bambino

 Gli esperti del Bambin Gesù di Roma, interpellati per un secondo parere, hanno messo in evidenza tutti i gravi danni riportati dal piccolo nei due mesi di coma farmacologico dopo il trapianto fallito. Il paziente soffre per una emorragia cerebrale, mostra segni di insufficienza multiorgano (polmoni, reni e fegato) ma soprattutto è affetto da un'infezione non controllata che, con la terapia immunosoppressiva necessaria dopo un eventuale nuovo trapianto, rischierebbe di avere effetti devastanti. La mamma Patrizia ha accolto queste pessime notizie in modo coraggioso, sperando che possa esistere una via d'uscita e annunciando di voler chiedere un ulteriore terzo parere. L'ospedale Monaldi a questo punto ha deciso di coinvolgere un pool di esperti, che rivaluteranno le condizioni del bimbo. L'obiettivo è capire se si possa rischiare un nuovo trapianto e se si possano praticare terapie che attenuino le patologie concomitanti.

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