Due settimane fa era toccato a un infermiere

Ancona, picchiano l'autista del bus ma restano liberi: solo uno ai domiciliari

Un giovane di 20 anni è ai domiciliari con braccialetto elettronico. Per gli investigatori sarebbe stato lui a colpire il conducente 36enne, ma ci sono altre quattro persone

28 Ago 2026 - 18:02
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 © Carabinieri

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Prima l'aggressione al pronto soccorso di Torrette di Ancona, con un infermiere e un poliziotto feriti, a inizio agosto. Ora un nuovo episodio violento, a bordo di un autobus. A compiere i due atti di violenza sarebbe stato lo stesso gruppo di persone. Come raccontato da Il Corriere Adriatico, mercoledì 26 agosto un autista di Conerobus di 36 anni è stato afferrato al collo e colpito durante una lite, riportando ferite guaribili in dieci giorni. Per gli investigatori ad aggredirlo sarebbe stato un 20enne già sottoposto all'obbligo di dimora ad Ancona. Il giovane è stato arrestato e il giudice ha disposto per lui i domiciliari con braccialetto elettronico.

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La lite sul bus

 Erano circa le 19:30 quando il 20enne, i suoi due fratelli di 24 e 25 anni, un peruviano di 32 e un quinto ragazzo non ancora identificato, sono saliti sul bus della linea 1/4. Il gruppo aveva con sé alcuni bicchierini, aveva bevuto parecchio e portava anche un pitbull senza museruola. Secondo la ricostruzione de Il Corriere Adriatico, la situazione è degenerata quando l'autista ha provato a far rispettare le regole a bordo, venendo però aggredito: è stato afferrato al collo e colpito. Alcuni passeggeri sono intervenuti per aiutare l'autista. Nel parapiglia, il quinto ragazzo è riuscito invece ad allontanarsi portando con sé il pitbull, prima dell'arrivo dei carabinieri. Gli altri quattro sono stati fermati dai militari. Ad avere la peggio è stato il conducente, che è stato trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di dieci giorni.

La prima aggressione al pronto soccorso di Torrette

 Non si è trattato di un caso isolato. Nella notte del 9 agosto, al pronto soccorso di Torrette il gruppo aveva aggredito un infermiere e un poliziotto. Il primo aveva riportato quindici giorni di prognosi, il secondo tre. Dopo i fatti di Torrette, il pm aveva chiesto i domiciliari per due dei tre fratelli e l'obbligo di firma per il peruviano. La giudice aveva convalidato gli arresti disponendo però per i due fratelli il solo obbligo di dimora ad Ancona, accompagnato dal divieto di uscire dalle 20 alle 7. Per il 32enne non era stata disposta alcuna misura cautelare.

Uno ai domiciliari, gli altri liberi

 Il ragazzo è comparso davanti al giudice avvalendosi della facoltà di non rispondere. La difesa si è opposta alla convalida sostenendo che non ci sarebbero prove certe, sulla base delle testimonianze, che fosse stato proprio il 20enne ad aggredire l'autista. Il giudice ha deciso diversamente: arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico. L'accusa contestata è quella di lesioni aggravate. Gli altri tre identificati dopo gli accertamenti dei carabinieri sono stati invece denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Sono rimasti a piede libero. Una situazione che preoccupa, tra i vari, proprio l'infermiere aggredito a Torrette, che al Il Corriere Adriatico ha detto: "Appena ho scoperto che gli autori dell'aggressione all'autista erano gli stessi che avevano picchiato me, devo dire che ho provato una brutta sensazione. Ho pensato: la legge, in Italia, funziona male". L'uomo ricorda ancora quei momenti: "Da quando è successo, devo dire che ho perso un po' della mia serenità. Ho degli incubi la notte, mi spaventa l'idea che queste persone possano cercare di trovare l'indirizzo di casa mia. Avrei voglia che finissero in galera, finalmente, ma non nono sicuro se ci andranno nemmeno a questo giro".

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