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Venezia, dopo 40 anni un ladro "comunista" restituisce lo stipendio rubato a un compagno

La vittima, un ex sindacalista di Mestre, ha raccontato su Facebook di aver ricevuto per posta 200 euro, lʼequivalente delle 400mila lire che percepiva come stipendio allʼepoca del furto

La coscienza non conosce prescrizione: per questo un ladro ha riparato al crimine compiuto 40 anni fa e ha riconsegnato i soldi rubati al legittimo proprietario. È successo a Mestre, dove un ex sindacalista della Cgil in pensione e militante comunista, Francesco Di Cataldo, ha trovato nella cassetta della posta un pacco con 200 euro e un biglietto in cui veniva ammesso il furto.  Secondo la vittima Il ladro, rimasto anonimo, doveva per forza essere uno dei tanti compagni di partito che all'epoca frequentavano la sua casa. 

Sorpresa dopo 40 anni -  L'ex sindacalista della Cgil ha perdonato il ladro che gli aveva rubato l'intero stipendio alla fine degli anni Settanta. Al rientro a casa Di Cataldo ha trovato una gradita sorpresa: 200 euro - l'equivalente attuale del salario di allora, 400mila lire - e un biglietto con su scritto: "Molti anni fa, quando Lei abitava vicino al cavalcavia di Mestre, Le sono stati rubati dei soldi. Questa è la cifra corrispondente"

 

Il perdono - L'uomo, personaggio di spicco del vecchio Pci locale, ha raccontato l'episodio su Facebook, scrivendo che i soldi gli erano stati rubati in casa tra il '78 e il '79. Allora pensò che un ladro si fosse intrufolato nel suo appartamento. Oggi, alla luce del messaggio che riportava dettagli sull'appartamento che, soltanto chi lo frequentava assiduamente poteva conoscere, Di Cataldo è arrivato alla conclusione che il colpevole fosse quasi certamente un compagno di partito o un collega del sindacato, consumato dai rimorsi per tutto questo tempo. Di Cataldo ha gradito il gesto e al termine del post sui social ha scritto: "Meglio tardi che mai. Caro amico questo vuol dire che la tua coscienza è ancora sana. Caro/a ladro/a ti perdono". 

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