a beneficiarne due bimbi del Padovano e due del Torinese

Padova, a cinque mesi muore di meningite: donati gli organi

Nonostante il dolore che li ha colpiti, i genitori della piccola Leda hanno concesso gli espianti che sono andati a salvare due bimbi del Padovano e due del Torinese. Il papà: "E' nata per dare la vita"

08 Nov 2023 - 11:42
 © Facebook

© Facebook

A cinque mesi, Leda, è morta di meningite batterica. Nella tragedia, i genitori, Marco ed Eva, hanno trovato la forza di autorizzare l'espianto degli organi della figlia. A beneficiarne due bimbi del Padovano e due del Torinese. Il papà: "Sei nata per dare la vita". Una luce in questo grande dolore che ha coinvolto e sconvolto tutta la comunità di Teole (Padova), paese di residenza della famiglia della neonata.

La meningite batterica: come si trasmette e come evitarla

1 di 1
© Withub

© Withub

© Withub

© Tgcom24

© Tgcom24

Il triste epilogo a Padova

 Era venerdì 27 ottobre quando Leda, nata il 20 maggio, ha iniziato ad accusare i primi sintomi, febbre e rigidità nei movimenti, un accenno di tosse, in peggioramento di ora in ora. Dopo le prime cure con un antipiretico per sospetta bronchiolite, la diagnosi che non le ha lasciato scampo: meningite batterica

L'infezione da meningite, infatti, era già acuta e aveva già toccato le parti vitali con esiti essere irreversibili: Leda è morta il primo novembre nel reparto di Terapia intensiva pediatrica della Clinica Pediatrica padovana; il giorno prima era stata decretata la morte cerebrale.

Resta il mistero sulle modalità in cui Leda può aver contratto l'infezione fatale. Il papà, infermiere come la madre, ha confermato che la figlia dalla nascita non aveva manifestato disturbi. Ma ora è allarme in Veneto per gli effetti provocati dal diffondersi di casi di meningite batterica, come riferisce Il Gazzettino.

Il caso del 17enne di Belluno

 A circa 48 ore dall'arrivo in Rianimazione del ragazzo diciassettenne di Quero Vas colpito da meningite meningococcica, gli esami specialistici avevano evidenziato segni di evoluzione positiva del quadro clinico, pur rimanendo la prognosi ancora riservata. Le attività di profilassi sui contatti si sono sostanzialmente concluse con due ulteriori somministrazioni odierne dell'antibiotico monodose a Feltre, per un totale di 163 soggetti trattati dai Dipartimenti di Prevenzione dell'Ulss 1 e dell'Ulss 2. Si entra ora nella fase di sorveglianza sanitaria indicata per 10 giorni dall'ultimo contatto con il caso per tutte le persone sottoposte a profilassi.

Questa sorveglianza consiste in una/due telefonate alle persone trattate per verificare l'eventuale insorgenza di sintomi sospetti (febbre, mal di testa, etc). I 10 giorni di sorveglianza derivano dal periodo massimo di incubazione della meningite meningococcica, periodo che va da 2 a 10 giorni, con una media di 3-4 giorni. Oltre alla sorveglianza attiva, condotta, come detto, dal Dipartimento di prevenzione con contatti telefonici, è ovviamente raccomandata l'autosorveglianza consistente nell'indicazione per ciascun contatto di caso di recarsi in Pronto Soccorso a seguito di insorgenza dei sintomi sopra indicati entro 10 giorni dall'ultimo contatto con il paziente. Questi percorsi di osservazione epidemiologica vengono svolti, in adesione alle linee guida sul tema, per massima precauzione.

La meningite meningococcica, di regola, si manifesta con casi singoli; assai raramente con due o più casi tra essi correlati.