A "È sempre Cartabianca"

Mestre, nella scuola a maggioranza bengalese tra ritiri a raffica e prove di integrazione

Parlano due genitori di alunni italiani: "Troppi problemi linguistici e di socializzazione"

17 Set 2026 - 09:39
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 © Da video

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La prima campanella dell'anno è suonata anche a Mestre, dove il rientro a scuola è segnato dai ritiri, sempre più frequenti, di alunni italiani "in fuga" da classi a maggioranza bengalese, una comunità particolarmente numerosa a Venezia. "Cerchiamo di fare il nostro meglio, ci dobbiamo unire per aiutare il prossimo", dice all'inviata di "È sempre Cartabianca" una collaboratrice scolastica.

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La scelta dei genitori di cambiare istituto ai propri figli continua a far discutere. "Perché sono considerati stranieri se i figli sono nati qui, e noi lavoriamo e paghiamo le tasse?", si domanda una residente. "Per stare dietro a loro che non sanno la lingua stanno indietro gli italiani", dice un'altra. Giulia e suo marito spiegano le ragioni dietro la loro decisione. "All'inizio eravamo felici perché vedevamo una scuola piena di creatività. Il problema è arrivato dopo quando si è trattato di avere delle esigenze di socializzazione", affermano i due genitori, che poi raccontano la difficoltà di integrazione tra loro figlio e i compagni bengalesi: "Ismaele aveva due amichetti, cercavamo di invitarli a casa nostra ma non c'era proprio verso".

Alle differenti vedute culturali non mancano poi le testimonianze relative ai problemi linguistici. "Nella mia esperienza da rappresentante le maestre parlavano in italiano per me e pochi altri genitori. C'era una mamma che traduceva come poteva ma in classe mancava un mediatore", sottolinea Giulia che con suo marito critica le falle di un sistema educativo non in grado di soddisfare le esigenze di tutti, italiani e stranieri.