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Cinque mesi fa il parto quadrigemellare, oggi mamma Judith chiede aiuto

I quattro maschietti stanno bene. Ma per mamma e papà, una coppia nigeriana in Italia da 10 anni, tempo e soldi non bastano mai. Lʼappello della famiglia

Cinque mesi fa il parto quadrigemellare, oggi mamma Judith chiede aiuto

In Italia da dieci anni, arrivati dalla Nigeria alla ricerca di un futuro migliore, Judith e Steve Igwegbe qui hanno trovato casa e lavoro. Il 16 agosto la loro famiglia è più che raddoppiata: Judith Ogechi Uzochukwu, 33 anni, che era già mamma di Goodluck, 6 anni, ha dato alla luce quattro gemelli, caso più unico che raro. Tutto è andato bene, i quattro bimbi, tutti maschi, sono belli e sani.

Ma i soldi non bastano mai per una famiglia così numerosa, che adesso rischia anche lo sfratto. E così, in questi giorni pre-natalizi, Tgcom24 ha voluto raccontare la loro storia. Una storia come tante altre, tra difficoltà e solidarietà, generosità e coraggio: ci sono quattro neonati con la pelle nera, c'è l'integrazione di una famiglia di una cultura diversa, c'è la difficoltà di tirare avanti e, tra poco, ci sarà anche quella di avere una casa. Insomma, un vero e proprio "racconto di Natale".

La scelta di Judith e di Steve - La famiglia vive a Saletto di Vigodarzere, in provincia di Padova, dove Judith fa la mamma a tempo pieno e Steve lavora come saldatore in un'azienda di un paese vicino. Il parto dei quattro gemellini, Michael, Gabriel, Rafael e Francis (i tre nomi degli arcangeli e quello del Papa) è stato un vero miracolo: molti medici avevano consigliato a Judith di abortire due dei suoi piccoli, ma lei e il marito non hanno sentito ragioni. Li volevano tutti e quattro. "Ci è stato di immenso aiuto il medico che ci ha seguito, il dottor Erich Cosmi, che non ci ha mai abbandonato nei momenti più difficili", ricorda la mamma.

I primi cinque mesi di vita dei gemelli Igwegbe

Una famiglia fuori dagli schemi - Cinque mesi fa il parto, poi l'incubatrice per quattro frugoletti di un chilo o poco più l'uno, arrivati a far compagnia al fratellino Goodluck, sei anni. E adesso l'impegno quotidiano di una famiglia numerosa. "Dal Comune arrivano pochi aiuti - dice Paola Ferrari, zia dei quattro gemellini -. Judith si deve accontentare di qualche ora 'prestata' dai volontari del paese. E appena c'è una visita in ospedale per i quattro bimbi trasportarli è un vero guaio. Una volta sola la famiglia è riuscita a utilizzare il pulmino del Comune. E una macchina dove caricarli tutti e quattro insieme non è facile da trovare".

Quattro bimbi e una lista della spesa che non finisce mai - A casa Igwegbe i soldi non bastano mai. Tra latte artificiale, pannolini e vestitini, la lista della spesa quotidiana per i quattro gemellini è lunga e cara. Senza contare che servirebbe un'auto ad hoc per poter caricare i piccoli. "Molti aiuti ci arrivano dalla parrocchia - dice ancora zia Paola -. Peccato però che, senza un appoggio più o meno quotidiano, per Judith la vita sia davvero dura. Era riuscita ad avere l'assistenza di una zia del marito che era riuscita a venire in Italia e che le era di grande utilità. Quando le è scaduto il permesso di soggiorno, è stata rimandata in Nigeria. Vista l'eccezionalità della situazione, speravamo in un rinvio". Judith ha presentato una richiesta al tribunale minorile per chiedere il rientro di zia Rose per l'assistenza ai piccoli. E aspetta la risposta. "La zia, che in Nigeria ha dei figli già grandi, potrebbe rimanere in Italia un anno per aiutare la nipote. Ma i mesi passano. E conosciamo i tempi della burocrazia".

L'appello - Il coraggio di Judith non basta. Servono soldi, e presto potrebbe esserci anche bisogno di una nuova casa. "Judith e Steve hanno sempre pagato regolarmente l'affitto dell'abitazione in cui vivono - osserva Paola -. Ma adesso c'è un problema con la proprietà e così la famiglia rischia lo sfratto. Cercare una nuova sistemazione in queste condizioni è difficile". I guai fioccano insomma per questa famiglia che, nel giorno del battesimo dei gemellini, al prete che chiedeva come pensavano di andare avanti con quattro bambini così piccoli, rispondeva "Provvederà Dio". Intanto però qualsiasi offerta di aiuto è ben accetta. E chi volesse dare la sua disponibilità può mettersi in contatto con Judith e Steve scrivendo a questo contatto mail: gemelliniigwegbe@gmail.com.

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