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L'incidente in Val Ridanna, a una quota di 2.300 metri. La slavina ha coinvolto complessivamente 25 scialpinisti
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Una valanga ha travolto nelle ultime ore sette persone sul Tallone Grande in Val Ridanna, Alto Adige. A seguito dell'incidente è stato attivato un maxi intervento di soccorso terminato con un bilancio definitivo di due morti, tre feriti gravi e due lievi. Lo ha comunicato la Centrale di emergenza di Bolzano. La slavina si è staccata alle ore 11:40 a 2.445 metri di quota e ha coinvolto complessivamente 25 scialpinisti, che in quel momento si trovavano sul pendio. La maggior parte fortunatamente è stata però solo sfiorata dalle masse nevose. Le vittime sono due altoatesini: Martin Parigger, guida alpina di 62 anni di Ridanna, e Alexander Frötscher, 56, anch'egli originario di Ridanna ma residente in Austria. Secondo quanto riferito dai soccorritori, i feriti gravi sarebbero in pericolo di vita.
L'allarme è scattato intorno alle 11:40 di sabato 21 marzo nei dintorni di Cima di Incendio (Zunderspitze), a 2.445 metri di quota. Impressionanti le dimensioni del distaccamento nevoso, largo 150 metri e lungo 800.
Alle operazioni di soccorso hanno preso parte circa 80 soccorritori, coadiuvati da sei elicotteri (dall'Alto Adige i tre Pelikan, l'Aiut Alpin e la Guardia di finanza e dall'Austria il Christophorus) che hanno lavorato a lungo per rintracciare le persone rimaste sotto la valanga, tutte munite di Artva, il dispositivo di localizzazione fondamentale per trovare i dispersi sotto la neve.
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A supporto dei soccorsi è stata allertata anche la centrale operativa di Innsbruck, così come è stata effettuata la richiesta di posti letto in terapia intensiva e di trattamenti Ecmo, ovvero di supporto vitale extracorporeo, presso gli ospedali di Merano, Bolzano e Bressanone. Sul posto è intervenuta anche la Guardia di finanza con le unità cinofile.
Solo pochi giorni fa, il 12 marzo, l'Alto Adige aveva ricordato il decimo anniversario della maxi-valanga di Monte Nevoso, sopra Riva di Tures. Furono sei le vittime della più grave disgrazia sulle montagne altoatesine degli ultimi decenni. Tra le vittime ci fu un ragazzo di 16 anni, inghiottito dalla valanga davanti agli occhi del papà, una giovane infermiera, un alpinista molto esperto, che aveva scalato addirittura il Manaslu, e il direttore generale della Camera di Commercio del land austriaco Tirolo.