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Vaiolo delle scimmie, il Direttore Generale dell'Istituto Spallanzani: "Non allarmante, ma merita attenzione"

A "Quarta Repubblica", Francesco Vaia ha spiegato sintomi e pericolosità della malattia, affermando che la crescita dei casi continua a essere contenuta


 


"Si tratta di un lontano parente del vecchio vaiolo, un fenomeno affatto allarmante, ma che merita doverosamente attenzione". Con queste parole il Direttore Generale dell'Istituto Spallanzani di Roma,

Francesco Vaia

, prova a fare luce sul

vaiolo delle scimmie

, che lunedì 23 maggio ha fatto registrare il primo caso in

Toscana

dopo i tre individuati nel Lazio. "Le tre persone ricoverate nella nostra struttura, più il paziente di Arezzo, hanno una sintomatologia abbastanza lieve - chiarisce nell'intervista proposta a

"Quarta Repubblica"

, confermando che non si tratterebbe di un quadro allarmante.



 


Vaia ha quindi spiegato che il contagio avviene per

"contatto stretto diretto"

, ma sulle possibili mutazioni del virus è ancora troppo presto per dare delle risposte: "In linea astratta tutto è possibile, però non parliamo di cose che non conosciamo. Intanto isoliamolo, studiamolo e poi capiremo". E infine: "In alcuni paesi d'Europa

c'è una crescita dei casi, ma è contenuta

. E credo che continuerà a essere così".


 


Cinque casi in Italia -

Intanto, sono saliti a 5 i casi di vaiolo delle scimmie in Italia. L'Istituto Spallanzani ha notificato "un quinto caso, con caratteristiche cliniche e di trasmissione simili ai precedenti. Sono in corso gli accertamenti su altri casi sospetti".


 


Possibile legame con le Canarie -

I ricercatori dello Spallanzani hanno "completato la prima fase dell'analisi della sequenza del DNA del Monkeypox virus dei primi tre casi italiani". I campioni risultati positivi "sono stati sequenziati per il gene dell'emoagglutinina (HA), che consente l'analisi filogenetica". I campioni sono tutti risultati affini al ceppo dell'Africa Occidentale "con una similarità del 100% con i virus isolati in Portogallo e Germania". "Potremmo essere anche in Italia di fronte a un virus "paneuropeo", correlato con i focolai in vari paesi europei, in particolare quello delle Isole Canarie", ha fatto sapere l'Istituto. 


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