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Treno contro Tir, per chiudere il passaggio a livello mancava una firma

Allarme del Codacons: in dieci anni 200 incidenti gravi con 189 morti

Mancava solo la firma dell'Anas per chiudere il passaggio a livello di Caluso, sulla linea che collega Torino a Ivrea, dove mercoledì notte un treno si è scontrato contro un Tir uccidendo due persone. A novembre, scrive Repubblica, Ferrovie, Anas, Regione Piemonte e ministero delle Infrastrutture avevano raggiunto un'intesa per chiudere 18 passaggi a livello su quella linea, compreso quello di Arè dove si è consumata la tragedia. Per l'ok definitivo mancava solo la firma di Anas.


In attesa che la magistratura chiarisca cause e responsabilità, per pendolari e associazioni di consumatori l'incidente è il segnale dell'urgenza - dicono - di mettere in sicurezza il trasporto. Ed è polemica sulla pericolosità dei passaggi a livello, in corrispondenza dei quali in Italia, secondo il Codacons, ci sono stati duecento incidenti tra il 2005 e il 2016 con 189 vittime. "Una ecatombe inaccettabile - sostiene l'associazione di consumatori - e contro la quale non è stato fatto abbastanza".

A fine 2016, riferisce ancora il Codacons, l'ultima relazione dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria indica in 4.620 i passaggi a livello attivi. Il loro numero è stato ridotto del 53% tra il 1990 e il 2016 (erano 9.992), "ma ancora non basta e tali attraversamenti continuano a provocare disastri e mietere vittime". Un lungo elenco che ora va aggiornato con i nomi di Roberto Madau, il macchinista 61enne che tra qualche mese sarebbe andato in pensione, e di Stefan Aureliana, romeno di 64 anni residente a Busto Arsizio (Varese) che conduceva il mezzo di scorta tecnica al Tir.

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