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David Rossi (Mps), la rivelazione della mental coach: "Non pensava al suicidio"

Otto anni dopo la tragica fine del manager della banca toscana la psicologa Carla Ciani parla in audizione nella commissione parlamentare d'inchiesta. La famiglia: "Si indaghi per omicidio"

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"David Rossi non pensava al suicidio". Lo ha detto la mental coach del Monte dei Paschi di Siena Carla Ciani riguardo alla tragica fine del manager della banca toscana, morto dopo essere precipitato dal suo ufficio il 6 marzo del 2013. Alla domanda se avesse mai avuto la percezione che Rossi intendesse togliersi la vita, la psicologa ha risposto: "Assolutamente no" durante l'audizione alla commissione parlamentare che indaga sulla vicenda. 

Il colloquio di Carla Ciani con Rossi - Proprio il 6 marzo di otto anni fa Ciani ebbe un colloquio di due ore con l'ex capo comunicazione della banca, ritrovato poi senza vita la sera stessa. Al termine dell'incontro, ricorda la mental coach, "mi ha detto 'ci vediamo il 13, grazie per tutto, mi ha fatto bene parlare un po'". La professionista ha poi chiarito: "Non ho avuto la percezione, e non sono assolutamente in grado di poter immaginare il fatto che potesse prendere una decisione del genere. Ho lasciato una persona lucida e anche sul pezzo rispetto alle cose che avrebbe dovuto fare".

 

Il testimone che vide Rossi il giorno della sua morte - La rivelazione della psicologa è un nuovo colpo di scena nella vicenda. Se ne è parlato in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche la moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e la figlia di lei Carolina Orlandi. Un testimone afferma di aver visto il manager nel giorno della sua morte, il 6 marzo 2013, in  una stradina di Siena, il vicolo di Vallerozzi, tra le 15:30 e le 16. Un incontro di cui il testimone aveva parlato anche agli inquirenti che però, secondo l'onorevole Walter Rizzetto, della commissione parlamentare di inchiesta, "non hanno proceduto con la verbalizzazione". 

 

Un teste "non messo a verbale" - Rizzetto ha chiarito che il testimone oculare sarà chiamato in audizione davanti alla commissione. "Abbiamo parlato con questa persona - ha spiegato -, la cui testimonianza è ritenuta da noi molto affidabile. Colloca Rossi in vicolo Vallerossi alle 15:30-16. Il manager stava parlando mentre camminava, aveva un cappuccio calato e di fatto si è involontariamente scontrato con il teste. Da buon cittadino lui, dopo i fatti, si è recato dagli inquirenti per raccontare quanto aveva visto ma le sue parole non sono state messe a verbale: è un fatto molto grave". Rizzetto ha inoltre affermato che gli inquirenti avrebbero detto al testimone di "non preoccuparsi" perché "in quei giorni" Rossi era emotivamente provato e che forse stava parlando da solo,a dducendo che lui non utilizzava gli auricolari". 

 

L'avvocato della famiglia: "Fatto grave" - Anche l'avvocato dei familiari Carmelo Miceli ritiene che si tratti di un fatto grave e afferma: "Chiunque abbia immagini, anche solo all'apparenza non rilevanti, ci contatti: chiunque sappia ci può informare anche nel modo più riservato". E intanto, la moglie e la figlia tornano a chiedere "verità e giustizia". "Dopo nove anni - dichiarano - ci troviamo qui a chiedere cosa sia successo quella sera. Per anni ci hanno accusato di essere delle complottiste, delle visionarie, ma oggi sappiamo che non era così. Si indaghi per omicidio". 


Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, riferendo che "nell'ufficio di presidenza un gruppo parlamentare ha avanzato la richiesta di far partire un'attività istruttoria in Antimafia riguardante Mps. Ci sono gli estremi perché avvenga". E la leader di Fratelli d'Italia commenta: "La morte di David Rossi, a distanza di anni, è avvolta nel mistero. Le ombre, le omissioni, i depistaggi sull'ex manager Mps sono ormai evidenti. Fratelli d'Italia, attraverso l'istituzione della commissione d'inchiesta, si è sempre battuta per la ricerca della verità. Ci auguriamo che la Procura riapra presto le indagini sulla mrote. Facciamo luce su quanto avvenuto. Lo dobbiamo a tutta la sua famiglia". 

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