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Depistaggio su inchiesta Borsellino, indagati gli ex pm Palma e Petralia | "Concorso in calunnia per favorire la mafia"

La Procura ha disposto lʼanalisi di 19 audiocassette su cui vennero registrati una serie di interrogatori. I poliziotti indagati avrebbero obbligato il finto pentito Vincenzo Scarantino ad accusare della strage persone innocenti

Depistaggio su inchiesta Borsellino, indagati gli ex pm Palma e Petralia | "Concorso in calunnia per favorire la mafia"

Non è più a carico di ignoti l'indagine della Procura di Messina sul depistaggio dell'inchiesta sulla strage di via d'Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. I pm hanno iscritto nel registro degli indagati gli ex pm in servizio nel pool, Carmelo Petralia ed Annamaria Palma. Ai due e alle persone offese la Procura ha notificato l'esecuzione di accertamenti tecnici irripetibili.

Chi sono i magistrati indagati - Annamaria Palma attualmente è avvocato generale a Palermo, mentre Petralia ricopre la carica di procuratore aggiunto a Catania. Nell'ipotesi accusatoria, in concorso con i tre poliziotti sotto processo a Caltanissetta, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, avrebbero depistato le indagini sulla strage.

Sette innocenti finirono all'ergastolo - Un depistaggio definito clamoroso nella sentenza di primo grado del processo Borsellino quater, costato l'ergastolo a sette innocenti. Il reato contestato ai magistrati e ai funzionari di polizia è la calunnia: i pm e i poliziotti avrebbero imbeccato tre falsi pentiti, costruiti a tavolino tra cui Vincenzo Scarantino, suggerendo loro di accusare falsamente dell'attentato persone ad esso estranee. Ai magistrati si contesta, oltre all'aggravante di avere favorito Cosa nostra, anche l'aggravante che deriva dal fatto che dalla calunnia è seguita una condanna a una pena maggiore di 20 anni. A Palma e Petralia è stato notificato dalla Procura di Messina, che indaga in quanto è coinvolto un magistrato in servizio a Catania, un avviso di accertamenti tecnici irripetibili. Stesso avviso è stato notificato ai sette condannati ingiustamente: Cosimo Vernengo, Gaetano La Mattina, Gaetano Murana, Gaetano Scotto, Giuseppe Urso e Natale Gambino, persone offese dal reato. Tranne Urso e Gambino, che non hanno nominato legali, gli altri sono difesi dagli avvocati Rosalba Di Gregorio e Pino Scozzola.

Accertamenti su audiocassette - Gli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura di Messina riguardano le cassette con le intercettazioni delle conversazioni del falso pentito Vincenzo Scarantino registrate durante il periodo in cui questi era sottoposto al programma di protezione. Periodo in cui, secondo una ipotesi accusatoria, Scarantino sarebbe stato indotto, anche con la violenza, dal pool di poliziotti che indagava sull'attentato a mentire sulla fase esecutiva della strage incolpando persone innocenti. Le cassette, molto risalenti nel tempo, potrebbero deteriorarsi, da qui la necessità di far partecipare agli accertamenti i consulenti degli indagati e delle persone offese. Del pool di investigatori che indagò sulla strage, guidati dall'ex capo della Mobile di Palermo Arnaldo La Barbera, poi deceduto, facevano parte i poliziotti Bo, Ribaudo e Mattei, ora sotto processo a Caltanissetta per calunnia aggravata, lo stesso reato contestato ai due pm dalla Procura di Messina, competente a indagare in quanto Petralia è in servizio a Catania. Per legge i pm della citta' dello Stretto sono competenti infatti sui casi in cui i colleghi catanesi sono indagati o persone offese.

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