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Scuola, allarme dei presidi: "Mascherine consegnate sufficienti solo per pochissimi giorni"

Il commissario straordinario allʼemergenza, Domenico Arcuri: "Nessuna scuola resterà senza mascherine"

La riapertura della scuola è ormai imminente, ma i presidi lamentano "criticità irrisolte" per consentire il riavvio. In particolare, numerosi dirigenti hanno segnalato che le mascherine "ministeriali" consegnate finora sono sufficienti solo per pochissimi giorni "dovendo essere distribuite anche agli alunni e non solo al personale". L'allarme arriva direttamente dall'Anp (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola). "Nessuna scuola resterà senza mascherine”, ha rassicurato il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri.

A confermare le criticità esposte dai medici un’indagine dell’associazione "Cittadinanzattiva", secondo la quale le scuole non hanno ricevute mascherine a sufficienza per le esigenze quotidiane dei docenti e degli studenti. Per questo, numerosi presidi hanno chiesto alle famiglie di portarle da casa.

 

Arcuri: "Nessuna scuola resterà senza mascherine" - Arcuri continua comunque a rassicurare: "Tutti gli studenti, l'intero corpo docente e la totalità del personale non docente avranno ogni giorno una mascherina chirurgica gratuita. Agli istituti di ogni ordine e grado - spiega una nota - sono già arrivati 41 milioni di chirurgiche. Ed entro lunedì 14 ne arriveranno altri 77 milioni, una quantità sufficiente per due ulteriori settimane di lezioni".

 

Lamentele dall'Emilia... - "Nella gran parte delle scuole - spiega al Corriere Bologna il neo provveditore provinciale Giuseppe Panzardi - le mascherine sono arrivate, ma in un numero che garantisce qualche giorno di autonomia. Per partire ci sono, poi speriamo ne arrivino". "Dal punto di vista procedurale - aggiunge - la distribuzione delle mascherine diventa un'operazione complicata, si deve evitare di creare assembramento. E poi arrivano in pacchi da 30 o 50, difficile estrarle una alla volta. Bisogna capire come fare, servirà il buonsenso anche in questo caso". 

 

Coronavirus, da Wuhan a Londra: la riapertura delle scuole nel mondo

Dal Canada alla Francia passando per Londra e per Wuhan, epicentro della pandemia di coronavirus. Gli studenti di molti Paesi sono tornati a scuola tra mascherine e distanze di sicurezza da rispettare per le norme Covid. In alcune classi, tra i banchi, sono apparsi i plexiglass divisori mentre in altre parti del mondo, come in Russia, viene misurata la temperatura agli alunni. 

 

"Se ci mettiamo a distribuire a 1.600 studenti, che già arriveranno con la loro, le mascherine, altro che assembramenti", dice la preside del Crescenzi-Pacinotti-Sirani di Bologna, Alessandra Francucci. Criticità sollevata da molti suoi colleghi.

 

... e non solo - "Ci è stato detto che verranno fornite di volta in volta. Speriamo che mantengano le promesse", ha detto il presidente dei presidi laziali, Mario Rusconi. Se ciò non dovesse accadere "si partirà intanto con quelle portate da casa", ha aggiunto. La pensa così anche il collega lombardo Matteo Loria, che ha detto all'Agi : "Nella mia provincia, quella di Pavia, ne sono arrivate poco più di duemila, che bastano appena per due giorni se dobbiamo distribuirle anche agli studenti. Intanto, ho dovuto emanare una circolare chiedendo ai genitori di provvedere, in modo che i ragazzi arrivino a scuola già muniti di dispositivo di protezione".

 

Da Roma a Como, appello dei presidi: "Portatevi le mascherine" - Le proteste arrivano anche dalle scuole romani. L'Istituto comprensivo Martin Luther King (Giardinetti) denuncia la situazione pubblicamente sul sito: "Si comunica alle famiglie che è arrivata a scuola una fornitura di mascherine per gli alunni consona a soddisfare circa due giorni di lezioni: le mascherine saranno distribuite a partire dal secondo giorno di scuola per consentire la suddivisione per numero classi ed alunni, ci scusiamo del disagio del tutto indipendente dalla nostra volontà". Come riporta Corriere Roma, lo stesso vale per l'Ic Morvillo nel VI Municipio. Stesso problema a Como, dove, riporta La Provincia, a tre giorni dall’inizio mancano le protezioni. 

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