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Roma, professore aggredito dai genitori: la madre pubblica le foto su Facebook

Monika Wilmer non è riuscita a trattenersi: "Questa è lʼItalia?", si chiede. Il figlio, Umberto Gelvi, ha riportato un trauma cranico e ferite da tentato soffocamento. Ora ha annunciato che sporgerà denuncia e lʼistituto lo sostiene

"Questa è l’Italia?". Se lo chiede su Facebook Monika Wilmer, la madre di Umberto Gelvi, il docente 23enne che è stato aggredito all'Istituto tecnico Di Vittorio-Lattanzio di Roma da una coppia di genitori, i quali non erano d'accordo con la bocciatura del figlio. La donna ha postato anche le immagini dell’insegnante al pronto soccorso, dove gli è stato riscontrato "un trauma cranico e segni di tentato soffocamento". “Ancora non credo che sia accaduto tutto questo”, ha raccontato la vittima, “stavo solo lavorando”. Ora sporgerà denuncia.

Lo sfogo della madre"Oggi in Italia l’ennesima aggressione a un docente". Comincia così lo sfogo di Monika Wilmer su Facebook. Accanto, le immagini del figlio che ha accompagnato al pronto soccorso dopo quella che avrebbe dovuto essere una normale giornata di lavoro. "La 'colpa' del docente", prosegue Wilmer, "è stata quella di essere presente nel momento in cui veniva comunicato ai genitori la non promozione del figlio". La coppia, di origini albanesi, sosteneva che il 15enne bocciato aveva in realtà ottimi risultati ed era stato discriminato solo perché straniero. Il preside dell’istituto, Claudio Dorè, ha smentito la loro versione al Corriere della Sera: "Da febbraio abbiamo contattato più volte i genitori di quel ragazzo per parlare con loro, segnalare che l’andamento del figlio era tutt'altro che soddisfacente". La madre è preccupata: "Chi tutelerà i docenti che sono i formatori della società di domani?" si domanda alla fine del post.

L'aggressioneNon è stato Gelvi a comunicare la bocciatura dello studente, ma una sua collega, che gli aveva chiesto di accompagnarla al colloquio con i due genitori, dai quali aveva già ricevuto minacce. Il ragazzo non aveva una media di voti che gli consentisse la promozione e i due professori non hanno potuto fare altro che spiegarlo alla coppia. Ma una volta ricevuta la notizia, la situazione è precipitata. La madre avrebbe iniziato a urlare, mentre un collaboratore scolastico veniva spintonato dal padre. Neanche l’intervento del preside li ha fermati. Anzi, l’uomo avrebbe sferrato un pugno nella sua direzione e Gelvi si sarebbe messo in mezzo per parare il colpo. La conseguenza è stata che i due genitori hanno sfogato tutta la rabbia sull'insegnante, provocandogli un trauma cranico al rachide cervicale e ferite da tentato soffocamento.

Il racconto dell'insegnante"Ero terrorizzato. Se avesse avuto un’arma cosa sarebbe potuto succedere?", ha detto Umberto Gelvi al Messaggero. Al quotidiano ha raccontato l’episodio assurdo, per il quale è ancora sotto shock: "L’aggressore, fisicamente imponente, ha cominciato a prendermi a calci e pugni, mi ha stretto le mani al collo. Non sono riuscito a fare nulla, è stato tutto velocissimo". Il docente è stato salvato dagli altri colleghi, ma soprattutto dall’arrivo della polizia. Anche se nemmeno la vista degli agenti sarebbe riuscita a placare i due: "La coppia ha continuato a insultarci. Non sembrava una famiglia problematica. Il figlio è un bravo ragazzo, ha solo poca voglia di studiare, ma è frequente alla sua età. Non avrei mai immaginato nulla del genere". Né il ragazzo, né i genitori hanno pensato di scusarsi per l’accaduto. Gelvi nel frattempo ha deciso di sporgere denuncia e il preside Dorè lo sostiene: "Vogliamo andare fino in fondo a questa storia. Ma ora è importante che a pagare non sia il loro ragazzo".

"Non ho paura di tornare a scuola per insegnare, ma temo altri incontri con i genitori. Continuo a pensare che sarebbe bastato poco perché finisse in tragedia", conclude Gelvi.

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