Roma, "Lista stupri" con nomi di minorenni su un tablet in un liceo: indaga la Procura dei minori
Tra gli studenti circola il racconto di una presunta violenza avvenuta durante una festa tra coetanei nel periodo natalizio
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Non dei nomi scritti sui muri del bagno, ma un file salvato su un tablet usato in classe con un titolo brutale "lista stupri", sotto tre nomi di ragazze minorenni. È da qui che scatta l'allarme in una scuola superiore a Roma. La scoperta risale al 9 aprile, quando un docente del liceo Scientifico-Musicale Farnesina, nel quadrante nord della Capitale, individua il documento sul dispositivo a disposizione degli studenti. Come riposta Il Messaggero la segnalazione è immediata: la dirigenza informa le autorità e la Procura per i Minorenni apre un fascicolo, ipotizzando il reato di violenza sessuale, affidando le indagini alla Squadra mobile.
Il file, le voci, i primi accertamenti
Il tablet è stato sequestrato e verrà analizzato per ricostruire chi abbia creato o utilizzato il file. Ma il punto più delicato resta il contenuto: quei tre nomi e ciò che, secondo alcuni studenti, si nasconderebbe dietro almeno uno di essi. Tra i ragazzi circola il racconto di una presunta violenza sessuale, avvenuta durante una festa tra coetanei nel periodo natalizio. Una storia non formalizzata in denunce, ma abbastanza persistente da entrare ora nel perimetro dell'inchiesta. Gli investigatori ascolteranno le tre studentesse coinvolte, insieme ai compagni e ai docenti, per verificare se si tratti di un'invenzione crudele o di un fatto reale mai emerso.
La reazione della scuola
In un comunicato stampa il dirigente scolastico, Flavio Di Silvestre, parla di una vicenda che ha colpito profondamente l'istituto. In una nota ufficiale ribadisce la condanna "di ogni forma di violenza" e richiama il diritto degli studenti a un ambiente sicuro, sottolineando la piena collaborazione con le forze dell'ordine. La scuola ha invitato chiunque abbia informazioni utili a farsi avanti, offrendo al contempo supporto agli studenti.
Dal muro al digitale: i precedenti
L'episodio si inserisce in una scia recente. Tra novembre e dicembre, casi simili avevano coinvolto altri licei romani: al Giulio Cesare comparvero sui muri dei bagni liste con nomi di studenti e docenti, mentre al Carducci emerse un'altra scritta analoga. Qui, però, cambia il mezzo, non più un muro, ma un dispositivo condiviso, e forse la sostanza. Perché accanto alla lista, stavolta, si affaccia una narrazione che potrebbe rimandare a un episodio concreto.
Oltre la punizione
Secondo il presidente dell'Associazione nazionale presidi Roma, Mario Rusconi, di fronte a fatti del genere servono sanzioni disciplinari severe. Ma la risposta non può fermarsi lì: il rischio è quello di un effetto emulazione, alimentato da superficialità e dinamiche di gruppo. Intanto, sono in corso le indagini per chiarire cosa c'è dietro quel file.
