Misure di sicurezza

Roma, chiuso lo storico Piper: anomalie all'impianto e rischi per l'evacuazione | La proprietà: "Collaboriamo con l'autorità"

La discoteca è stata sottoposta a sequestro preventivo. Raffiche di controlli dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana

18 Gen 2026 - 16:21
 Il Piper Club a Roma © Ansa

 Il Piper Club a Roma © Ansa

Sigilli al Piper, storica discoteca della Capitale. Il locale di via Tagliamento, a Roma, è stato sottoposto a sequestro preventivo, che dovrà essere convalidato dall'autorità giudiziaria. All'interno la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all'impianto, rischi sotto il profilo dell'evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto. Gli agenti avrebbero riscontrato anche pessime condizioni igienico-sanitarie. La proprietà ha diffuso una nota dopo i sigilli: "Stiamo collaborando con le autorità".

La proprietà ha diffuso una nota: "Stiamo collaborando con le autorità"

 "In merito al provvedimento adottato nelle scorse ore, la Proprietà del Piper Club conferma di aver ricevuto le prescrizioni delle Autorità competenti e sta collaborando pienamente per chiarire ogni aspetto. La sicurezza del pubblico e del personale rappresenta da sempre la priorità assoluta del locale". E' quanto fa sapere il Piper. "In queste ore - si aggiunge, - insieme ai nostri consulenti tecnici e legali, stiamo acquisendo e verificando tutta la documentazione necessaria e programmando gli interventi richiesti. Ulteriori aggiornamenti verranno forniti non appena completate le verifiche. Ringraziamo il pubblico per l'attenzione e la comprensione".

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Il Piper, tempio romano della beat generation nato 60 anni fa

 Dalla sua apertura, il 17 febbraio 1965, il Piper di via Tagliamento a Roma - lo storico locale al quale sono stati messi i sigilli per mancanza dei requisiti di sicurezza, durante i controlli sulla movida scattati dopo la strage di Crans-Montana - è stato il contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la Swingin' London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un luogo di incontro dove i nuovi giovani, "i capelloni" della generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove ascoltare dal vivo i gruppi beat, dove i fan si dividevano tra l Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives, di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce l'avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia.

Al Piper andavano tutti: da Moravia a Schifano ai ragazzi qualunque, per le ragazze la minigonna era d'obbligo, c'era chi andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi le cose trendy le comprava a Carnaby Streets. Poi c'erano i Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano Mita Medici e Patty Pravo, la "ragazza del Piper" per eccellenza.

In tanti hanno vissuto in questo locale il loro romanzo di formazione. E poi i concerti mitici, come quelli dei Pink Floyd e dei Procol Harum, dei primi gruppi del Progressive italiano. Ma la Piper Generation, nata nel pieno boom italiano, non è fatta solo di fermenti musicali, è intrisa anche di aria nuova e voglia di libertà negli anni in cui si comincia a parlare di divorzio, aborto ed educazione sessuale nelle scuole, mentre l'Italia è ancora bacchettona, così come la realtà del costume italiano. Nasce anche la 'pipermoda', una moda beat che porta ad aprire il primo emporio d'abiti giovanili, tutti dal Regno Unito, in piazza Euclide.

Dopo Crans-Montana

 I controlli della questura nei locali di Roma vanno avanti da tempo e proseguono in una logica di continuità, anche a fronte della tragedia di Crans-Montana: lo scorso anno sono stati chiusi circa 60 esercizi commerciali.

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